Innovazione

Norme sostenibilità e ambiente, il nuovo provvedimento della Commissione europea le snellisce: che cosa prevede

30 dicembre 2025
  • Con il Pacchetto Omnibus, la Commissione europea propone una semplificazione normativa per ridurre la burocrazia ambientale, accelerare gli investimenti e rendere più efficienti i processi autorizzativi, senza rinunciare agli obiettivi del Green Deal.

 

  • ·Le modifiche riguardano in particolare tre direttive chiave: la CSRD (rendicontazione di sostenibilità), la CSDDD (dovuta diligenza delle imprese) e la Tassonomia UE, con l’intento di ridurre oneri amministrativi e rendere più accessibili gli obblighi per le imprese.
 
  • Le misure annunciate promettono risparmi fino a un miliardo di euro all’anno per le imprese europee, ma secondo ambientalisti e sindacati rischiano di indebolire tutele fondamentali su ambiente, trasparenza e diritti umani.

 

  •  Il provvedimento avvia un confronto politico e sociale cruciale: tra chi vede nella semplificazione una leva di competitività e chi teme possa trasformarsi in un arretramento della transizione ecologica europea.

La Commissione europea ha presentato un nuovo pacchetto di misure di semplificazione delle norme ambientali, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il carico burocratico per imprese e pubbliche amministrazioni, accelerare gli investimenti e facilitare l’attuazione dei progetti strategici legati alla transizione ecologica. Il provvedimento rientra nel cosiddetto Pacchetto Omnibus, un insieme di interventi che fanno seguito a precedenti iniziative di semplificazione normativa.

 

La promessa della Commissione è chiara: snellire senza deregolamentare, rendere le procedure più rapide e uniformi senza abbassare il livello di tutela dell’ambiente e della salute umana. Ma se da un lato il mondo produttivo accoglie positivamente il tentativo di ridurre complessità e sovrapposizioni normative, dall’altro le associazioni ambientaliste mettono in guardia dal rischio che la semplificazione si traduca, di fatto, in un arretramento delle garanzie ambientali.

 

Che cos’è e cosa prevede il Pacchetto Omnibus

Il Pacchetto Omnibus si inserisce nel quadro più ampio delle politiche europee per la competitività e la transizione verde, in una fase in cui l’Unione è chiamata a conciliare gli obiettivi del Green Deal con le pressioni economiche e geopolitiche. Negli ultimi anni, molte imprese – soprattutto di medie e grandi dimensioni – hanno denunciato un eccesso di obblighi amministrativi, rendicontazioni complesse e procedure autorizzative lente, considerate un freno agli investimenti.

 

La Commissione sostiene che una parte di questi ostacoli non dipenda dagli obiettivi ambientali in sé, ma da modalità di attuazione frammentate, duplicazioni tra normative diverse e scarso scambio dei dati. Da qui l’idea di intervenire con un pacchetto trasversale di misure, che non riscrive completamente le direttive esistenti, ma ne modifica alcuni aspetti procedurali e applicativi. Il Pacchetto Omnibus interviene su ambiti cruciali della transizione ecologica con l’obiettivo di accelerare gli investimenti e la realizzazione di progetti strategici.

 

I punti chiave del Pacchetto Omnibus si concentrano sulla riduzione della complessità normativa in particolare con lo sguardo a tre normative di sostenibilità UE: Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) e Tassonomia UE. Nello specifico: 



  • La direttiva sul dovere di diligenza delle imprese (CSDDD) - che impone alle grandi aziende di individuare, prevenire e mitigare impatti negativi su diritti umani e ambiente lungo le catene globali del valore - viene drasticamente ridimensionata: scompaiono gli obblighi di attuazione dei piani di transizione climatica, la soglia di applicazione sale a oltre 5mila dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato annuo, riducendo il campo di applicazione a circa 1600 imprese in tutta l’UE. Le sanzioni massime vengono abbassate al 3% del fatturato globale e viene eliminato il regime armonizzato di responsabilità civile. L’entrata in vigore delle nuove regole è rinviata a luglio 2029. Con l’Omnibus, la Commissione cerca di semplificare gli obblighi procedurali, chiarendo meglio cosa è richiesto alle imprese e riducendo alcune complessità operative, soprattutto nei casi di filiere molto lunghe o difficili da controllare. Ufficialmente, la responsabilità delle aziende non viene messa in discussione. Tuttavia, secondo ong e sindacati, alleggerire gli obblighi rischia di indebolire uno degli strumenti più forti per contrastare sfruttamento, danni ambientali e land grabbing, soprattutto nei Paesi extra UE.



  • La CSRD - direttiva che obbliga le grandi imprese a rendicontare in modo dettagliato impatti ambientali, sociali e di governance delle proprie attività - subisce delle restrizioni. Con il Pacchetto Omnibus, la Commissione non mette in discussione il principio della trasparenza, ma interviene su come questa viene richiesta.

 

Questo tipo di rendicontazione resta obbligatoria solo per le imprese con più di mille dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni di euro. L’obiettivo è ridurre duplicazioni, sovrapposizioni e complessità eccessive nei report di sostenibilità, soprattutto per le aziende che operano in più Paesi o che sono già soggette ad altri obblighi informativi.

 

  • La Tassonomia europea serve a definire quali attività economiche possono essere considerate davvero sostenibili dal punto di vista ambientale, ed è centrale per orientare investimenti pubblici e privati. Il Pacchetto Omnibus interviene soprattutto sugli obblighi informativi legati alla Tassonomia, cercando di rendere più semplice per le imprese dichiarare il proprio allineamento ai criteri europei. L’intento è evitare che la Tassonomia venga percepita come uno strumento troppo complesso e scoraggiante, soprattutto per alcuni settori produttivi.

 

commissione ue

Semplificare per rafforzare: la strategia dell’Unione europea

La semplificazione delle norme dell’Unione Europea è una strategia chiave per rafforzare la competitività dell’UE a lungo termine, mantenendo gli obiettivi economici, sociali e ambientali. Norme più chiare e meno complesse aiutano le imprese a prosperare, riducono gli oneri burocratici e favoriscono gli investimenti. Tra gli obiettivi dell’UE c’è infatti la riduzione dei costi amministrativi e degli obblighi di rendicontazione imposti alle imprese dell’UE. L’obiettivo è tagliare questi oneri di almeno 25% per tutte le imprese e 35% per le piccole e medie imprese entro il 2030, con un risparmio stimato di miliardi di euro.

 

Per raggiungere questi risultati, la Commissione europea ha presentato diversi pacchetti di proposte di semplificazione, detti “omnibus”, che riguardano molte aree legislative. I primi pacchetti si concentrano su ambiti economici chiave. L’Omnibus I interviene sulle norme di sostenibilità, semplificando la rendicontazione e gli obblighi di due diligence per le imprese, mentre l’Omnibus II riorganizza gli strumenti di investimento europei, come InvestEU, per rendere più agevole l’accesso ai finanziamenti. Con l’Omnibus III, la semplificazione riguarda la Politica agricola comune (PAC), alleggerendo la burocrazia per agricoltori e amministrazioni e rendendo più flessibili i meccanismi di sostegno.

I pacchetti successivi ampliano il raggio d’azione. L’Omnibus IV combina misure per sostenere le imprese di medie dimensioni e accelerare la digitalizzazione degli obblighi normativi nel mercato unico. L’Omnibus V guarda al settore della difesa, puntando a facilitare investimenti e appalti, mentre l’Omnibus VI riguarda l’industria chimica, con l’obiettivo di ridurre i costi di conformità mantenendo elevati standard di tutela. Con l’Omnibus VII, l’attenzione si sposta sul digitale, cercando di razionalizzare il quadro normativo su dati, cybersecurity e intelligenza artificiale. L’Omnibus VIII interviene invece sulle norme ambientali, rendendo più snelle le procedure autorizzative e di valutazione (VIA). L’Omnibus IX è dedicato al settore automobilistico e alla transizione verso la mobilità sostenibile, mentre l’Omnibus X punta a modernizzare le regole su sicurezza alimentare, salute e biotecnologie.  Nel complesso, questa agenda di semplificazione punta a rendere l’Unione Europea più efficiente e meno onerosa per le imprese, creando un ambiente normativo moderno e meno complesso, pur salvaguardando gli standard fondamentali dell’UE

I risparmi stimati: circa 1 miliardo di euro all’anno per le imprese europee

 

Secondo le stime della Commissione europea, le misure di semplificazione potrebbero generare risparmi complessivi per circa 1 miliardo di euro all’anno risparmiati per le imprese europee, soprattutto grazie alla riduzione dei costi amministrativi e arrivando a un totale di quasi 11 miliardi di costi evitati attraverso i vari pacchetti Omnibus. Un argomento che si inserisce nel più ampio discorso sulla competitività europea, in un contesto globale segnato dalla concorrenza di Stati Uniti e Cina. La semplificazione viene quindi presentata come una leva per rafforzare la capacità dell’UE di attrarre investimenti, senza rinunciare agli obiettivi climatici e ambientali.

 

Le proposte del Pacchetto Omnibus dovranno ora seguire l’iter legislativo europeo, passando dal Parlamento e dal Consiglio. Il confronto tra istituzioni, Stati membri, imprese e società civile sarà decisivo per capire se e come le misure verranno modificate. In gioco c’è il modello di sviluppo europeo e l’equilibrio tra tutela dell’ambiente, diritti delle persone e interessi economici

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