Energia

Tassonomia verde: cos'è e a cosa serve

25 luglio 2022

 

Maggiore attenzione verso il cambiamento climatico e la tutela ambientale attraverso scelte energetiche più ecologiche e consapevoli: sono questi i capisaldi dell’azione di governo europeo che sta lavorando per orientare il domani dell’Europa verso lo sviluppo sostenibile.

 

Per concretizzare l’obiettivo l’Unione Europea ha stilato un piano di regole che tracciano i confini della finanza sostenibile, in modo da consolidare la transizione ecologica avviata e procedere verso un’economia sempre meno impattante per la salute del Pianeta.

 

Nasce così la Tassonomia verde, una classificazione che stabilisce secondo specifiche condizioni se un'attività economica può qualificarsi eco-sostenibile o meno. Si tratta di un provvedimento intorno al quale si è dibattuto molto e che le istituzioni europee hanno ufficialmente siglato lo scorso luglio: ecco di cosa si tratta e come funziona.

 

Che cos’è la Tassonomia verde

Raggiungere entro il 2050 gli obiettivi di neutralità climatica stabiliti dalla road map europea richiede impegno e strategie mirate: la Tassonomia verde è un provvedimento chiave che, tramite criteri tecnici, affida l’etichetta “verde” a specifiche fonti energetiche e fornisce una metrica di sostenibilità univoca alle attività di mercato. Lo scopo è quello di permettere agli investitori -  pubblici e privati – di orientare in maniera immediata e sicura i propri capitali, contrastando l’ecologia di sola facciata.

 

Nella sua struttura, quindi, la Tassonomia verde si propone come un vero e proprio sistema di classificazione a marchio UE per definire in maniera univoca quali attività economiche, e dunque quali investimenti, sono sostenibili. La Commissione europea l’ha definita una “guida pratica” dedicata a investitori, politici e imprese che indica loro

come investire in attività economiche che contribuiscano ad avere un’economia che non impatti negativamente sull’ambiente.

 

Attraverso questo strumento le aziende vengono sostenute nel loro sviluppo sostenibile e incoraggiate a finanziare solo quei progetti che si dimostrano, secondo la tassonomia, effettivamente virtuosi e green. 

 

 

Come funziona la classificazione della Tassonomia verde 

 

La tassonomia è stata in gran parte realizzata dalla Piattaforma per la finanza sostenibile, un gruppo di 57 ong, scienziati ed esperti di finanza, con il compito di dare una base scientifica al sistema di classificazione europeo. Il regolamento che pone le basi della Tassonomia verde stabilisce le condizioni generali che definiscono un'attività economica eco-sostenibile attribuendole il bollino verde. Sono tre i pilastri da cui si parte:

 

  • dare un “contributo sostanziale” ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali che puntano alla tutela del clima: dalla mitigazione del cambiamento climatico alla transizione verso un'economia circolare, dall’adattamento ai cambiamenti climatici a un uso sostenibile e alla protezione dell'acqua e delle risorse marine, dalla prevenzione e dal controllo dell'inquinamento alla tutela e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi; 
  • “non arrecare un danno significativo” agli obiettivi ambientali elencati; 
  • svolgere le attività necessarie nel rispetto delle garanzie sociali minime stabilite dall’OCSE e dalle Nazioni Unite. 

 

Per non creare equivoci, la Commissione Europea ha anche stabilito cosa non è la Tassonomia verde:

  • un elenco obbligatorio in cui impiegare fondi dedicato agli investitori delle attività economiche;
  • una lista di requisiti indispensabili per gli investimenti pubblici;
  • un elenco di requisiti ferrei che guarda alle performance ambientali che aziende e prodotti finanziari devono rispettare.

 

L’inserimento nella tassonomia di una determinata attività economica può garantire stabilità e investimenti a lungo termine, aspetto particolarmente importante soprattutto in settori come quello dell’energia che richiedono ampie infrastrutture. Per questo, la decisione della Commissione europea di includere il nucleare e il gas naturale all’interno della Tassonomia, ha scaturito un acceso dibattito europeo.

 

Sviluppo sostenibile e rinnovabili: il dibattito in corso 

Lo scorso luglio il Parlamento europeo ha confermato la proposta della Commissione europea di inserire nucleare e gas naturale nella Tassonomia verde: secondo l’istituzione europea, entrambe le fonti di energia dovrebbero rimanere impiegate nei prossimi decenni per garantire il fabbisogno energetico della popolazione europea man mano che le rinnovabili diventano più diffuse ed economiche.

 

Sull’effettiva considerazione di nucleare e gas naturale come fonti sostenibili si sono opposte posizioni contrastanti: da un lato chi reputa necessario inserirle nella classificazione verde e dall’altro chi sostiene la loro esclusione. La polemica sull’inserimento del nucleare nella tassonomia è stata particolarmente presente soprattutto in Germania, dove il governo sta dismettendo tutte le centrali nucleari. In risposta, la Commissione ha comunque imposto alcuni criteri per la sostenibilità di nucleare e gas naturale: per esempio, la costruzione di nuove centrali a gas sarà consentita fino al 2030 a patto che producano meno di 270 grammi di CO2 per kilowattora. 

 

Complesso ma necessario: il processo di transizione ecologica è articolato e impegnativo ma, come dimostrano gli accadimenti attuali, più che mai necessario. 

 

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