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8 giugno 2022

 

Utilizzo consapevole delle risorse e attenzione al loro impatto ambientale: sono questi i presupposti della transizione ecologica necessaria alla tutela del Pianeta. In questo processo, un ruolo chiave è riservato all’idrogeno verde, vettore di crescente interesse e sempre maggiore attualità: prodotto da fonti rinnovabili, è in grado di svolgere una funzione strategica nella decarbonizzazione dei settori che si avviano ad adottare un modello di crescita sostenibile

Idrogeno verde: cos’è e perché si distingue 

L’idrogeno verde rappresenta la variante pulita dell’idrogeno: non è presente in natura e si produce attraverso le fonti rinnovabili, a seguito del processo di elettrolisi, da cui è possibile produrre idrogeno verde la cui successiva trasformazione produce energia e vapore acqueo, senza generare effetti inquinanti.

 

Energia pulita e producibile in qualsiasi luogo del mondo se prodotto da fonti rinnovabili, l’idrogeno verde può essere stoccato e utilizzato in diversi settori, come quello dei trasporti, della produzione di calore per uso industriale, fino all’immissione nelle reti di trasporto e distribuzione del gas. 

Per questo, rappresenta una valida ed efficiente

alternativa ai combustibili fossili: sono molti,

infatti, i Paesi che hanno iniziato a scommettere

sulle sue grandi potenzialità. 

 

 

Tuttavia, occorre prestare attenzione al processo generativo alla preziosa risorsa green poiché non tutto l’idrogeno è pulito. L’unico sostenibile è quello che viene identificato con l’appellativo di “verde”, in quanto si ottiene dall'elettrolisi dell'acqua usando solo elettricità prodotta da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, l’eolico o l’idroelettrico: si definisce “verde”  roprio perché si distingue dall’idrogeno grigio e blu.

 

Il primo viene prodotto attraverso lo steam reforming del metano, un trattamento termico al alto impatto ambientale in cui il vapore ad alta temperatura viene utilizzato per dividere il gas metano ad alta pressione rilasciando grandi quantità di anidride carbonica. Il secondo, invece, è ottenuto sempre attraverso lo steam reforming del metano, e dunque tramite un processo che utilizza fonti fossili, ma ha un minore impatto sull’ambiente perché implica la cattura delle particelle di CO2 che non vengono così disperse nell’atmosfera.

 

Idrogeno verde: l’Europa lo sceglie per il futuro

 

 

La Commissione europea ha deciso di investire sull’idrogeno verde per agevolare il processo di decarbonizzazione. Sono diversi i motivi che hanno portato l’istituzione europea a sceglierlo come strumento vincente. Da un lato, l’idrogeno green rappresenta un’alternativa pulita, efficace e rinnovabile su cui porre le premesse per ripartenza economica sostenibile post-pandemia e, dall’altro, è un vettore essenziale per l’attuazione della transizione ecologica a lungo termine.

 

L’idrogeno rinnovabile, per le sue proprietà a basso impatto ambientale, permetterebbe di limitare l’incremento della temperatura media globale tenendola, nel rispetto degli obiettivi a lungo termine stabiliti nell'Accordo di Parigi, sotto la soglia di 2 °C. Un traguardo in linea con gli impegni assunti per il raggiungimento entro il 2050 della neutralità climatica: anno in cui si dovrebbe toccare l’equilibrio tra le emissioni di CO2 e l’assorbimento di carbonio.

 

Ma come la Commissione europea intende investire sull’idrogeno? Attraverso la Strategia europea sull’idrogeno, lanciata nel luglio 2020, con l’ambizione di creare mercati aperti e competitivi per portare l’idrogeno verde in tutti i settori energetici. L’esecutivo lo considera così versatile da valorizzare le sue potenzialità in diversi aspetti: l’idrogeno verde può fungere da materia prima, carburante, accumulatore di energia da impiegare nei trasporti, nei processi industriali e può diventare vettore per la produzione decentralizzata dell’energia. 

 

Idrogeno verde: quando potremo utilizzarlo

 

Per incrementare la produzione di idrogeno pulito, diversi Paesi stanno predisponendo stanziamenti di fondi sempre più corposi: i Paesi Bassi, ad esempio, puntano a diventare leader nella produzione di idrogeno. Non sempre, però, i piani di attuazione vanno di pari passo con quelli di finanziamento: ad oggi, infatti, non è facile attuare un impiego diffuso dell’idrogeno verde in quanto i costi di produzione sostenibili sono ancora troppo alti. È questo il reale motivo che non ha ancora permesso all’idrogeno pulito di imporsi in modo effettivo nella transizione energetica, rimanendo un’opportunità ancora poco accessibile.  

 

Allora quando e come si userà l’idrogeno verde? Investitori e progettisti guardano con positività al fatto che, nei prossimi anni, il costo di produzione si abbasserà: un fattore che, unito all’aumento della domanda, potrebbe rendere l’idrogeno verde entro il 2050 accessibile a tutti, con un costo addirittura inferiore a quello del gas naturale. Sarà questo allora il momento in cui la preziosa risorsa verde arriverà nella quotidianità di tutti i cittadini europei. 

 

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