Green

Distretti dell’idrogeno: i progetti previsti dal PNRR per la rivoluzione verde

4 luglio 2022

 

L’idrogeno verde è un alleato strategico per accelerare la transizione ecologica e generare importanti benefici socio-economici e ambientali: come dimostrano diversi studi, tra cui il rapporto Hydrogen Roadmap Europe: Un percorso sostenibile per la transizione energetica europea, il prezioso elemento green potrebbe coprire entro il 2050 fino al 24% della domanda finale di energia e contribuire alla riduzione di 560 milioni di tonnellate di CO2. 

 

Per promuovere l’utilizzo di idrogeno in diversi settori è necessario incentivarne la produzione locale nei vari Paesi, così da ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili: una priorità che comincia a prendere forma nel nostro Paese in modo concreto. Ecco come.

 

Distretti dell’idrogeno: cosa prevedono i progetti italiani

Il governo italiano, lo scorso giugno, ha firmato cinque protocolli d’intesa con le regioni Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Basilicata e Puglia per promuovere a livello locale la produzione e l’uso dell'idrogeno. L’iniziativa rientra nella Missione 2 del Pnrr “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e mette in campo 500 milioni di euro per la creazione di 10 hydrogen valleys in aree industriali dismesse.

L’obiettivo è quello di sfruttare alcune zone territoriali - non solo connesse alla rete elettrica ma anche ben inserite nel contesto produttivo nazionale - per installare entro il 2026 elettrolizzatori alimentati a energia rinnovabile: dispositivi elettrochimici fondamentali nella produzione della risorsa green poiché, in presenza di un elettrolita, spezzano le molecole d’acqua separando l’idrogeno dall’ossigeno.  

 

Il primo blocco di progetti in partenza interesserà cinque regioni italiane (Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Basilicata e Puglia) a cui faranno seguito le altre realtà territoriali interessate: “un segno dell’importanza che il Governo dà alle Regioni nell’attuazione del PNRR” ha sottolineato il premier Mario Draghi. 

 

 

Territori al centro dello sviluppo sostenibile: i progetti bandiera

 

Lo sviluppo sostenibile dei territori è al centro dei finanziamenti previsti dal governo a supporto della transizione ecologica: i progetti di Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Basilicata e Puglia sono quelli che ne beneficeranno per primi attraverso la costruzione dei distretti di idrogeno verde nei loro territori. 

 

Apripista nel settore, le cinque regioni sono definite per questo “progetti bandiera” e sono state premiate per le capacità creative degli enti territoriali: inoltre, a livello sperimentale, impiegavano già l’idrogeno verde per alimentare brevi tratte ferroviarie. 

 

Il PNRR è un piano che parte dal basso e che ha bisogno del vostro contributo per avere successo

I progetti bandiera saranno seguiti da un Comitato di coordinamento e monitoraggio che ne gestirà il processo di attuazione e garantirà che gli impianti di elettrolisi siano realizzati rispettando precisi standard di sostenibilità: “i distretti per l’idrogeno” -  ha dichiarato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani - “dovranno produrre meno di 3 tonnellate di anidride carbonica per tonnellata di gas e arrivare nel 2026 tra 1 e 5 megawatt di potenza totale”. 

 

I benefici attesi puntano ad aumentare la produzione di energia rinnovabile in Italia ma anche a stimolare la crescita economica creando nuovi posti di lavoro nei distretti: il protagonismo territoriale è al centro dell’azione di governo e, come ha riferito lo stesso premier Draghi alle Regioni, “il PNRR è un piano che parte dal basso e che ha bisogno del vostro contributo per avere successo”.

 

Si parte dai siti industriali dismessi nei territori per costruire una rete strategica di produzione e distribuzione dell’idrogeno verde in tutta Italia: un obiettivo ambizioso che da un lato punta a valorizzare le regioni italiane e dall’altro spinge l’acceleratore verso un domani più sostenibile anche nel settore energetico. 

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