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Salone del Libro 2026: la “forma della meraviglia” racconta l’impegno di Iren per cultura e sostenibilità

12 maggio 2026
  • Dal 14 al 18 maggio, Iren partecipa al Salone del Libro 2026 con il claim “La forma della meraviglia. Non sempre si vede. Ma c’è.”
 
  • Il racconto si concentra su servizi e infrastrutture invisibili che sostengono il funzionamento delle città.
 
  • Il percorso di Iren evolve negli anni: la partecipazione si trasforma da sensibilizzazione a esperienza condivisa, con il pubblico protagonista.
 
  • Lo spazio Iren invita a osservare il quotidiano con maggiore consapevolezza, valorizzando ciò che spesso resta sullo sfondo.

Uno sguardo nuovo sulla realtà: dal 14 al 18 maggio, il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 invita a cambiare prospettiva, a osservare il presente con occhi diversi, più aperti alla possibilità e alla trasformazione. È da qui che prende forma anche la partecipazione del Gruppo Iren, che sceglie di soffermarsi su ciò che accompagna la vita quotidiana senza essere sempre visibile. Con il claim “La forma della meraviglia - Non sempre si vede. Ma c’è”. il Gruppo porta al Salone una riflessione che prende corpo nei servizi, nelle infrastrutture e nei processi che sostengono le città: elementi che spesso restano sullo sfondo, ma che rendono possibile il funzionamento dei sistemi e la qualità della vita. È in questa dimensione, fatta di presenza costante e discreta, che la sostenibilità diventa esperienza concreta e racconto condiviso.

capolavori de climate change

Un percorso che evolve: dal racconto alla partecipazione

La presenza di Iren al Salone del Libro si inserisce in un percorso costruito nel tempo, che negli anni ha visto evolvere linguaggi, format e modalità di coinvolgimento del pubblico.

Nel 2022, con Planet B, il focus era sull’urgenza delle sfide ambientali e sulla necessità di ripensare il rapporto con il pianeta. Nel 2023, il racconto si è sviluppato attraverso i Capolavori del Climate change, con un approccio che intrecciava divulgazione e riflessione sui cambiamenti in atto. 

 

 

tarocchi del futuro

Nel 2024, la partecipazione si è consolidata, rafforzando il legame tra sostenibilità e narrazione attraverso I Tarocchi del futuro: 22 carte, 22 scenari possibili. Da una parte un mondo inquinato e minacciato da catastrofi naturali, dall’altra soluzioni sostenibili per dare forma a un domani migliore.

 

 

le parole che vorrei iren

Il 2025 ha segnato un ulteriore passaggio con “Le parole che vorrei”, un progetto che ha ampliato la dimensione partecipativa, coinvolgendo il pubblico in attività di scrittura condivisa e podcast. Lo spazio Iren si è trasformato in un luogo aperto, in cui il racconto prende forma attraverso il contributo diretto delle persone.

 

Questa traiettoria evidenzia una progressiva evoluzione: dalla sensibilizzazione alla costruzione di esperienze, in cui il pubblico non è solo spettatore ma parte attiva.

La forma della meraviglia: rendere visibile ciò che sostiene il quotidiano

Con l’edizione 2026, Iren sviluppa ulteriormente questo approccio, concentrandosi su un aspetto specifico: la relazione tra ciò che è visibile e ciò che, pur non emergendo immediatamente, è essenziale.

Energia, acqua, gestione dei rifiuti, reti: sono sistemi che operano in modo continuo e silenzioso, sostenendo il funzionamento delle città e dei territori. Il claim scelto dal Gruppo diventa così una chiave di lettura: la “meraviglia” non è necessariamente spettacolare, ma può essere riconosciuta anche in ciò che funziona, che connette, che rende possibile la vita quotidiana.

Lo spazio Iren al Salone si configura come un ambiente in cui questi elementi vengono raccontati e restituiti attraverso linguaggi accessibili, capaci di attivare curiosità e consapevolezza. L’esperienza proposta invita a osservare il quotidiano con maggiore attenzione, mettendo in luce il valore di ciò che spesso resta invisibile.

Cultura e sostenibilità, in dialogo aperto

La partecipazione al Salone del Libro conferma il ruolo della cultura come leva per avvicinare le persone ai temi della sostenibilità. Il racconto diventa uno strumento per tradurre contenuti complessi in esperienze comprensibili, capaci di generare connessioni e stimolare il confronto.

All’interno di un contesto come quello del Salone, la sostenibilità si intreccia con la narrazione, diventando un tema da esplorare attraverso parole, idee e punti di vista. Il dialogo con il pubblico assume una dimensione centrale: è attraverso il confronto che si costruisce una maggiore consapevolezza, collegando le esperienze individuali a temi collettivi.

Un racconto che continua

La partecipazione al Salone del Libro 2026 rappresenta un ulteriore passaggio in un percorso che unisce comunicazione, educazione e responsabilità. Negli anni, Iren ha costruito uno spazio di racconto in cui la sostenibilità prende forma attraverso linguaggi sempre diversi, capaci di adattarsi ai contesti e ai pubblici.

Con “La forma della meraviglia”, il Gruppo propone una narrazione che invita a riconoscere il valore di ciò che non sempre si vede, ma che è parte integrante della vita quotidiana. Un modo per raccontare la sostenibilità partendo dall’esperienza, mettendo in relazione infrastrutture, territori e persone.

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Due persone lavorano insieme al computer viste attraverso un vetro, in un ambiente luminoso con riflessi naturali.

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