Energia

Come Iren gestisce i picchi di calore in inverno: il ruolo fondamentale della cogenerazione

12 gennaio 2026
  • I picchi di domanda di calore in inverno rappresentano una sfida per le città e per i sistemi energetici urbani.

 

  • Il teleriscaldamento consente di bilanciare la produzione di calore e ridurre l’impatto ambientale rispetto ai sistemi individuali.

 

  • La cogenerazione è una tecnologia chiave della strategia energetica di Iren, capace di produrre insieme elettricità e calore in modo efficiente.
 
  • Gli impianti di cogenerazione di Iren, distribuiti sul territorio, garantiscono flessibilità e sicurezza energetica anche nei momenti di massima richiesta.

Le ondate di freddo invernali rappresentano uno dei momenti più delicati per i sistemi energetici urbani. Quando le temperature scendono sotto la media stagionale, la domanda di calore cresce rapidamente e si concentra soprattutto nelle prime ore del mattino, quando abitazioni, scuole e uffici riattivano gli impianti di riscaldamento. In questi frangenti, la capacità di garantire continuità del servizio senza sprechi né sovraccarichi diventa essenziale.

 

Nella prima settimana di gennaio 2026, ad esempio, Torino ha registrato un record di richiesta di teleriscaldamento, un picco gestito da Iren senza criticità grazie a un sistema basato su produzione efficiente, accumulo termico e gestione intelligente delle reti.

La cogenerazione nel sistema energetico di Iren

Alla base della gestione dei picchi invernali c’è il ruolo strategico della cogenerazione, una tecnologia che consente di produrre simultaneamente energia elettrica e calore a partire da un’unica fonte di combustibile. Il calore, che nei sistemi tradizionali verrebbe disperso, viene recuperato e immesso nelle reti di teleriscaldamento, mentre l’elettricità contribuisce a soddisfare il fabbisogno del sistema elettrico.

 

Iren gestisce diversi impianti di cogenerazione distribuiti sul territorio – nel torinese le centrali di Moncalieri e Torino Nord, la centrale Sampierdarena a Genova e il Polo energetico a Reggio Emilia - integrati con le reti di teleriscaldamento e progettati per garantire elevati livelli di efficienza. Grazie a questa configurazione, gli impianti raggiungono rendimenti complessivi superiori a quelli delle produzioni separate, con una significativa riduzione dei consumi di combustibile e delle emissioni di CO₂.

 

La cogenerazione rappresenta così uno dei pilastri della strategia energetica del Gruppo: una tecnologia affidabile, programmabile e capace di rispondere in modo flessibile alle variazioni stagionali della domanda, integrandosi con sistemi di accumulo e con la gestione intelligente delle reti.

Accumulo termico e gestione anticipata della domanda

Un elemento chiave per affrontare i picchi di calore è l’accumulo termico, che consente di separare il momento della produzione da quello del consumo. Attraverso grandi serbatoi di accumulo, il calore viene prodotto nelle ore in cui la domanda è più bassa e reso disponibile quando il fabbisogno aumenta, in particolare nelle prime ore del mattino.

 

Questa logica permette di ottimizzare il funzionamento degli impianti, ridurre gli stress sulle infrastrutture e garantire una risposta pronta anche nei momenti di maggiore richiesta, migliorando l’efficienza complessiva del sistema.

Impianto di cogenerazione di Torino Nord

Torino, il cuore del sistema di teleriscaldamento

È nell’area metropolitana di Torino che il modello di gestione dei picchi invernali trova una delle sue applicazioni più avanzate. Qui la rete di teleriscaldamento è alimentata principalmente da tre centrali di cogenerazione presenti in città e da due centrali situate a Moncalieri.

 

Come ha spiegato al TGR Piemonte Giuseppe Bergesio, Amministratore Delegato di Iren Energia, “Gran parte del calore viene soddisfatto attraverso le tre centrali di cogenerazione che abbiamo a Torino e le due centrali di Moncalieri. Durante la notte, dalla mezzanotte fino alle sei, i sistemi si caricano per poi scaricare nel mattino, quando la richiesta è maggiore, tra le sei e mezza e le dieci”.

Il sistema torinese si basa quindi su una gestione anticipata della produzione, che sfrutta le ore notturne per accumulare calore e renderlo disponibile nei momenti di massimo fabbisogno. A questo si affiancano i punti di accumulo del calore, collocati nei nodi strategici della rete urbana. “Questi punti di accumulo – aggiunge Bergesio – li mettiamo nei punti nevralgici della città, spesso collocati anche in aree di pregio, avendo cura dell’aspetto architettonico”.

Efficienza energetica e integrazione urbana

L’integrazione degli impianti di accumulo e delle infrastrutture energetiche nel tessuto urbano rappresenta un elemento distintivo del modello adottato a Torino. Gli impianti non sono solo funzionali, ma diventano parte della città, dialogando con il contesto architettonico e contribuendo a rendere visibile la transizione energetica.

Dal punto di vista ambientale, questo sistema consente di evitare l’emissione di grandi quantità di CO₂ rispetto ai sistemi di riscaldamento individuali, rafforzando il ruolo del teleriscaldamento come leva concreta per la decarbonizzazione urbana.

Un modello per affrontare le sfide climatiche

La gestione dei picchi di calore invernali dimostra come la transizione energetica non riguardi solo le estati sempre più calde, ma anche la capacità delle città di affrontare eventi estremi e improvvisi aumenti della domanda energetica in inverno.

 

Attraverso la cogenerazione, l’accumulo termico e una rete di teleriscaldamento estesa e intelligente, Iren continua a investire in soluzioni capaci di coniugare sicurezza energetica, efficienza e sostenibilità, offrendo un modello replicabile per le città del futuro.

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