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Mirafiori nord, come funziona l’impianto di accumulo di calore che taglia le emissioni inquinanti

10 gennaio 2023

Generare energia, accumularla e utilizzarla all’occorrenza in caso di maggiore necessità: questo è il virtuoso processo di accumulazione termica che avviene negli impianti Iren dedicati, tra cui quello di Mirafiori Nord inaugurato a Torino lo scorso anno.
 

I sistemi di accumulo del calore hanno la funzione di immagazzinare l'energia termica prodotta dagli impianti termoelettrici in cogenerazione, così definiti per la produzione combinata di energia elettrica e termica a cui danno luogo a partire da un'unica fonte di energia primaria.

 

Nelle ore in cui la richiesta di energia è minore della capacità produttiva, gli impianti di accumulo la conservano per poi cederla in modo efficiente nelle ore di massimo carico. In questo modo viene ottimizzato il funzionamento del sistema cogenerativo e il processo attivato nell’impianto permette di ridistribuire l’energia in base alle esigenze, riducendo gli sprechi e tutelando l’ambiente con il taglio delle emissioni inquinanti.

 

 

Che cos’è e come funziona l’impianto Mirafiori Nord

 

A Torino l’impianto Iren Mirafiori Nord, dedicato all’accumulo del calore e solare termico, ha preso il posto occupato dalla vecchia centrale termoelettrica

 

 

 

 

Il progetto è partito dalla demolizione della centrale e la struttura è stata realizzata in cinque anni (compresa la demolizione dell’impianto precedente) grazie a un investimento complessivo di 46 milioni di euro, 10 per l’impianto e 36 per la rete.

 

Il sito è composto da diversi sistemi integrati:
 

  • un sistema di accumulo di calore composto da tre serbatoi per un volume complessivo di circa 2500 m³. Gli accumulatori di calore consentono di immagazzinare il calore prodotto in cogenerazione, quando la richiesta è bassa, e rilasciare il calore quando la richiesta di calore è alta;


  • una stazione di pompaggio composta da tre elettropompe che entrano in servizio durante la fase di erogazione di calore da parte dei serbatoi di accumulo;


  • un sistema solare termico con una potenza di 411 kW, interconnesso al sistema del teleriscaldamento del quartiere di Mirafiori Nord tramite uno scambiatore di calore. Il sistema è installato a terra su un’area disponibile di 1400 m²;


  • un impianto fotovoltaico installato sulla copertura dell’edificio con potenza nominale pari a 45 kWp. L’impianto è del tipo “grid connected, ovvero connesso alla rete elettrica di distribuzione in media tensione che alimenta le utenze dell’impianto.

 

 

 

 

L’energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile viene principalmente utilizzata nell’impianto e nel caso di eccedenza, viene immessa nella rete elettrica di media tensione.

 

Un processo virtuoso che ottimizza gli sprechi e risponde concretamente al piano di sviluppo rete e impianti di teleriscaldamento destinato ai territori in cui opera il Gruppo Iren: a esso, come riportato nel Piano Industriale Iren al 2030, sono indirizzati 835 milioni di investimenti. Di questi, 610 milioni sono dedicati all’area metropolitana di Torino: un impegno che mira a migliorare l'efficienza della rete torinese, aumentando le prestazioni dell’infrastruttura e rinnovando le parti più datate. 

 

Gli accumulatori di calore Iren: Torino, Reggio Emilia e Parma

 

Massimizzare lo sfruttamento del calore prodotto in cogenerazione è un obiettivo che Iren porta avanti non solo nel territorio piemontese – dove sono operativi anche gli impianti Martinetto e Torino Nord con capacità complessiva pari a 5.000 m³ - ma anche negli altri siti in cui opera.

 

L’impiego degli accumulatori di calore, infatti, rientra nell’impegno del Gruppo per la riduzione delle emissioni di CO2 attraverso specifici investimenti e progetti, quali gli accumulatori di calore. Perciò questa tipologia di impianti è presente anche a Reggio Emilia e Parma, città apripista per progetti in espansione.

 

A Reggio Emilia è la Centrale Polo Energetico a svolgere il suo lavoro di accumulo del calore: l’impianto è costituito da un sistema di quattro serbatoi con capacità complessiva pari a 1.600 m³. A Parma, invece, segue il medesimo funzionamento l’impianto Santa Margherita: i suoi quattro serbatoi permettono di raggiungere una capacità complessiva pari a 500 m³. Numeri importanti per incrementare il risparmio di energia primaria utilizzata e ridurre le emissioni inquinanti.

 

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