Green

Una ricarica peer-to-peer per i veicoli elettrici: la proposta che arriva dall'America 

24 agosto 2022

 

Combattere il cambiamento climatico significa anche accelerare la transizione verso i veicoli elettrici. Per arrivare al traguardo della neutralità climatica è essenziale, infatti, ridurre la le emissioni di anidride carbonica attraverso l’utilizzo sempre più massiccio di mezzi di trasporto sostenibili e a basso impatto ambientale.  

 

Il processo è già stato avviato ma la tecnologia è in continua evoluzione e passi avanti sono stati fatti, ad esempio, per rendere le auto elettriche sempre più efficienti e autonome. Oggi, grazie alle infrastrutture di ricarica presenti nelle corsie dedicate, è possibile ricaricare i veicoli alimentati elettricamente mentre si è già in viaggio. Dall’America arriva un’ulteriore proposta capace di ottimizzare e velocizzare il processo: un gruppo di ricercatori universitari ha studiato, infatti, un nuovo sistema di ricarica dinamico che consente alle nuove auto di rifornirsi mentre sono in marcia. Si parla di ricarica peer-to-peer ed è pronta a cambiare le regole degli spostamenti a zero emissioni.

 

 

Ricarica dei veicoli elettrici: cosa prevede la proposta americana 

 

Ricaricare i veicoli elettrici in movimento: è questa l’idea alla base del progetto elaborato dal professore Tamzidul Hoque della School of Engineering dell’Università del Kansas in collaborazione con i colleghi dell’Università della Florida. Come ha spiegato lo studioso in un articolo pubblicato su Scientific Reports, l’obiettivo è implementare un nuovo sistema per alimentare le auto mentre sono in movimento.

 

La ricarica dei veicoli elettrici in marcia non rappresenta una novità assoluta per il settore, ma il team di Hoque integra il meccanismo con nuove funzionalità. Oggi, infatti, il rifornimento dinamico è già possibile grazie a bobine presenti sotto l’asfalto: uno sviluppo tecnologico a cui ha contribuito anche l’Italia con oltre mille metri di asfalto alimentato con una potenza elettrica di 1MW nell’anello dell’Arena del Futuro, il collegamento autostradale direttissimo tra Brescia e Milano.

 

Gli studiosi americani puntano a semplificare ulteriormente il processo di ricarica attraverso un nuovo sistema peer-to-peer che permetta ai veicoli elettrici di fare “il pieno” condividendo la carica tra vetture: una proposta mai avanzata prima d’ora e che suggerisce un approccio scalabile nel mondo della mobilità elettrica, in cui si punta a eliminare la necessità di infrastrutture elaborate.

 

Ricarica peer-to-peer: cos’è e come funziona

Tamzidul Hoque e la sua squadra pensano a strade percorse nella quasi totalità da veicoli elettrici: in questo scenario, spiegano i ricercatori, è facile immaginare che le auto in viaggio possano condividere la ricarica durante la guida. Come? Attraverso un programma di controllo basato sul cloud che permetta di “abbinare” i veicoli per effettuare lo scambio di carica.

Gli studiosi chiariscono che in questo modo potrebbe avvenire una vera “compravendita” tra le auto: quella con una “carica abbondante” e di cui non ha bisogno “potrebbe venderla” a un’altra auto che ne ha necessità, senza l’obbligo di dover cercare la colonnina più vicina e fermarsi e fare il pieno.

 

Per rendere possibile la ricarica peer-to-peer, sottolineano i ricercatori, i nuovi veicoli elettrici dovrebbero essere dotati di due batterie. Quella principale costituita da ioni di litio - come già avviene – e una secondaria, connessa alla prima e di tipo fast-charging (ricarica rapida): questa sarebbe destinata proprio alla ricarica peer-to-peer e permetterebbe durante il viaggio di ricevere il pieno da un’altra auto. 

 

Il professore Hoque ha spiegato che è in fase di progettazione una batteria multilivello capace di ridurre i tempi di ricarica e non costringere le automobili a rimanere troppo tempo connesse tra di loro, anche in vista dei singoli percorsi da fare.

 

 

Proprio come nel computer – ha concluso - hai una memoria cache veloce e altri tipi di memorie ad alta capacità ma più lente: innovazione e visione possono fare la differenza per rendere anche la mobilità sostenibile e efficiente.

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