Green

Economia circolare in edilizia: nasce il programma Circularity Accelerator

23 maggio 2022

 

Un modello di produzione e consumo pensato per potersi rigenerare, garantendo sostenibilità ambientale e la produzione di nuovo valore a partire dal recupero degli scarti: l’economia circolare è un sistema che coinvolge tutti i settori, e anche quello dell’edilizia riveste a riguardo un ruolo importante e strategico.

 

Per accelerare il passaggio dell’edilizia verso una circolarità piena e concreta, il Consiglio Mondiale per la bioedilizia – insieme alla rete di realtà aderenti, Green Building Council -  ha istituito un programma ad hoc: il Circularity Accelerator.

 

Dedicato all’economia circolare nell’edilizia, il piano di azioni previsto ha l’obiettivo di accelerare il passaggio alla circolarità nel settore delle costruzioni, a livello globale ancora molto arretrato: solo il 9% dei materiali utilizzati per l’edilizia è infatti circolare. Circularity Accelerator inverte la rotta, per guidare l’attuazione di azioni di efficienza delle risorse e costruire ambienti sostenibili per tutti.

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Quali sono gli obiettivi del programma Circularity Accelerator

Il programma per l’economia circolare in edilizia con i suoi obiettivi punta dritto al 2030. La rete Green Building Council, composta da oltre 36 mila membri, ha infatti già stabilito la road map da seguire:

 

  • eliminare i rifiuti nelle discariche;
  • usare in maniera dinamica ma sostenibile le risorse naturali;
  • ridurre a zero la quantità dei nuovi materiali utilizzati;
  • gestire il processo di organizzazione e costruzione in maniera sostenibile.

Un progetto specifico e ambizioso che punta a trasformare tutto il comparto edile attraverso strategie e nuovi modelli di business, innovando i processi e cambiando il modo in cui si concepiscono i prodotti. Così nel 2050, termine ultimo stabilito dal programma, l’edilizia sarà in grado di accogliere l’economia circolare come modello univoco di produzione per l’uso efficiente delle risorse nelle costruzioni e la realizzazione di ambienti sostenibili. 

 

Circularity Accelerator guarda al futuro e lavora sul

presente: obiettivo del momento, infatti, è quello di

incentivare iniziative di divulgazione per educare il

mondo l’edilizia sull’economia circolare,

evidenziando quali sono le reali opportunità per il

settore.

Attraverso attività di formazione, toolkit e pubblicazioni, la rete del Consiglio Mondiale per la bioedilizia sta attuando una vera e propria campagna di sensibilizzazione per mostrare agli operatori edili quanto sia necessaria e rilevante l’adozione dell’economia circolare.

 

L’acceleratore sta lavorando inoltre a un’indagine di mercato per capire quale sia lo stato dell’arte, quali le opportunità del momento e le sfide da cogliere per il futuro. 

Economia circolare in edilizia: perché fa la differenza 

Limitare l’incremento della temperatura media globale è l’impegno assunto dall’Onu per evitare che il surriscaldamento continui ad insistere sul declino degli ecosistemi. Perseguire questa linea d’azione significa dunque puntare verso un modello di sviluppo sostenibile improntato proprio sull’economia circolare.

 

Ma come l’edilizia può contribuire a fermare il declino? Istituendo sistemi circolari e rigenerativi. Oggi, infatti, circa un terzo dei materiali utilizzati nel mondo è destinato agli edifici ed il 37% delle emissioni globali legate all’energia arriva dal mondo delle costruzioni. 

Per abbattere le emissioni del settore, il polimero denominato Bluair può rappresentare una chiave di volta: si tratta di una vera e propria materia seconda che nasce dal ciclo dei rifiuti e, operando come agente riducente e come ottimizzatore di processo nella produzione dell’acciaio, alimenta l'industria siderurgica e può essere utilizzato anche nel settore edilizio favorendone l'abbattimento delle emissioni (e degli ETS) e la decarbonizzazione e garantendo al tempo stesso un aumento della plastica riciclata.

 

Iren punta sull’impiego di Bluair® con l.Blu, società del Gruppo Iren impegnata nel mercato del recupero delle plastiche: oltre alla delicata operazione di selezione della plastica da avviare a recupero e riciclo, I.Blu opera nel trattamento di rifiuti plastici per la produzione di Blupolymer e Bluair, i tecno polimeri altamente performanti ed applicabili in molteplici settori industriali.

 

L’impianto I.Blu di San Giorgio di Nogaro, unico in Italia per tipologia e tecnologia, rappresenta un esempio virtuoso a riguardo: costruito nello stesso sito dove è già presente il centro di selezione delle plastiche, si estende per una superficie di 40.000 mq, impiega oltre 120 addetti ed è in grado di selezionare 115.000 ton/anno di rifiuti plastici e di produrre 70.000 ton/anno del polimero Bluair®. All’interno del sito, infatti, vengono selezionate e trattate le plastiche miste post-consumo che non possono essere avviate nei tradizionali circuiti di riciclo e che, invece, trovano una seconda vita grazie al processo di riciclo attivo nell’impianto I.Blu.

 

Per fare la differenza, serve un approccio attento alla sostenibilità e alla circolarità dei processi: abbattere la produzione dei rifiuti e l’emissione dei gas serra permette, infatti, alle aziende di acquisire competitività e vantaggi per ottimizzare lavoro, fornitura e servizi.

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