Stoccaggio e trattamento

Impianti di trattamento e centri di stoccaggio

I moderni impianti di selezione rappresentano l'ideale anello di congiunzione tra la raccolta differenziata effettuata dai cittadini sul territorio e gli impianti di riciclo; l'obiettivo è minimizzare gli scarti nelle diverse frazioni raccolte, ad esempio la ceramica all'interno del vetro o la plastica nella carta. Si tratta, infatti, di impianti che separano i rifiuti dalle impurità attraverso processi di selezione e vagliatura e li avviano, privi di materiale estraneo, agli impianti produttivi per il riciclo, così come previsto dai relativi consorzi di filiera. 

 

Iren Ambiente dispone anche di impianti di trattamento, che lavorano il rifiuto speciale o urbano, e centri di stoccaggio, dove i rifiuti vengono immagazzinati per poi essere trasferiti agli impianti di recupero o smaltimento finale.

La maggior parte degli impianti si trova all’interno di poli integrati, aree dove sono concentrati sistemi di stoccaggio, trattamento e recupero energetico dei rifiuti urbani e speciali, secondo una logica di filiera.

 

Arezzo

Ascoli Piceno

Cuneo

Ferrara

Firenze

Grosseto

Parma

Piacenza

Reggio Emilia

La Spezia

Taranto

Torino

TMB di Terranova di Bracciolini

 

L'impianto di trattamento meccanico biologico per la selezione RUI, effettua il trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati, con lo scopo di separare la frazione organica presente nel rifiuto, per avviarla a biostabilizzazione, e quindi a recupero, e/o al corretto smaltimento. 

 

L'impianto è a servizio dei comuni Toscani dell’area aretina e fiorentina ed è autorizzato a trattare 120 mila tonnellate annue.

 

Al termine del processo di maturazione, il materiale prodotto è definito frazione organica stabilizzata (FOS).

 

Per maggiori informazioni, si rinvia alla pagina dedicata: Linea Rifiuti Indifferenziati.  

 

Impianto di trattamento rifiuti liquidi di Ascoli Piceno

 

Stoccaggio - Trattamento chimicofisico e biologico.

 

Impianto di trattamento chimico-fisico e biologico (D9-D8) per rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi. L’attività è regolarmente autorizzata all’esercizio della fase di smaltimento rifiuti industriali mediante un sistema di gestione certificata a norma ISO 9001 e ISO 14001. L'impianto è inoltre autorizzato alla gestione di 650 mc/giorno per rifiuti liquidi non pericolosi e 90 mc/giorno per rifiuti liquidi pericolosi.

Trattamento meccanico biologico di Magliano d’Alpi

 

L'impianto, con una capacità di trattamento di 50.000 t/a, occupa un'area di oltre 200.000 metri quadrati, è stato attivato nel 2003 ed è diventato pienamente operativo da luglio 2004.

 

Si trova in provincia di Cuneo, nel comune di Magliano Alpi ed è a servizio degli 87 Comuni che costituiscono il bacino del Consorzio A.C.E.M. (Azienda Consortile Ecologica Monregalese).

 

L'impianto è inoltre a servizio del sistema integrato di gestione rifiuti a livello di Associazione Ambito Cuneese Ambiente (A.A.C.), ente a cui spetta il compito di governo e controllo sul sistema impiantistico di smaltimento dei rifiuti dell'ambito territoriale ottimale della Provincia di Cuneo, in conformità al piano Regionale ed al Programma Provinciale dei rifiuti.

 

La piattaforma di trattamento dei rifiuti urbani ed assimilati a monte della discarica di servizio è suddivisa in due distinti settori denominati A e B.

Settore A, Indifferenziato

In questa linea si eseguono lavorazioni meccaniche e biologiche finalizzate ad effettuare:
 

  • la stabilizzazione per via biologica aerobica della frazione organica contenuta nel rifiuto, a valle della raccolta differenziata, per il suo successivo collocamento nell’attigua discarica;
  • la produzione di frazione secco-leggera dai rifiuti, da utilizzare in impianti dedicati per il recupero energetico.


I rifiuti urbani in arrivo vengono pesati e scaricati dai mezzi all'interno di una fossa completamente chiusa da cui vengono prelevati mediante un carroponte che, previa separazione dei materiali non processabili ed omogeneizzazione, invia i rifiuti alla linea di selezione meccanica per le fasi di Triturazione, Vagliatura e Separazione dei materiali ferrosi e non ferrosi.

 

Dalla vagliatura si ottengono due frazioni: il secco-leggero (sopravaglio), costituito principalmente dalla parte combustibile dei rifiuti indifferenziati (carta, plastica, tessili...) ed il sottovaglio composto da materiali fini inerti e dalla sostanza organica.
La frazione secco-leggera viene trasferita, mediante nastri trasportatori, alle fasi di deferrizzazione, triturazione secondaria e nuova vagliatura per essere poi raccolta in cassoni e, previo eventuale stoccaggio, inviata a recupero energetico.

 

Il sottovaglio viene raccolto ed inviato, tramite nastri, alle fasi di deferrizzazione e di mediante fermentazione aerobica, che comporta il raggiungimento di temperature elevate tramite cui si ottengono l'igienizzazione della massa in fermentazione ed un adeguato grado di stabilità. Questa lavorazione si svolge in un locale completamente chiuso suddiviso in quattro corsie, con aspirazione delle arie e loro convogliamento alla depurazione, il rivoltamento dei cumuli ed il trasferimento del materiale dalla sezione di ingresso a quella finale è determinato da una macchina rivoltacumuli automatica che si muove su guide poste sui muretti divisori di ogni corsia. La fornitura di aria, infatti, non è di norma sufficiente ad assicurare una buona fermentazione, se non coadiuvata da un buon grado di rivoltamento.

 

In questi capannoni è presente un’aspirazione forzata che conduce gli effluenti gassosi, per il loro trattamento, alle torri di lavaggio ed ai biofiltri.

Settore B, Differenziata

Si rinvia alla scheda dedicata, alla pagina Recupero Materia.

Polo di Ferrara

 

L'impianto di Ferrara si occupa specificatamente di raccolta, trattamento, smaltimento e recupero di rifiuti industriali non pericolosi, fino a 29.000 t/a. L’azienda opera in un centro di stoccaggio che occupa un’area di circa 10.000 mq, inserita nella nuova zona industriale di Ferrara Sud.

 

La piattaforma di Ferrara opera principalmente nel recupero di imballaggi industriali e rifiuti non pericolosi industriali.

Polo di Sesto Fiorentino (FI)

 

L’impianto di stoccaggio, autorizzato al deposito di 51.400 t/a di rifiuti, è composto da 10 silos da 30 mq ciascuno per lo stoccaggio e la miscelazione di rifiuti speciali liquidi ed olio minerale esausto, e da numerose baie e casoni per lo stoccaggio di rifiuti speciali solidi, tra i quali plastiche, residui di lavorazioni della pelle, batterie usate e materiali contaminati da amianto. In particolare, l’impianto è iscritto al Consorzio Nazionale Olii Usati e recupera circa 1300 tonnellate anno di olii minerali esausti che vengono poi conferiti in raffinerie per essere rigenerati o trasformati in nuovi prodotti.

Impianto di Trattamento meccanico biologico di Le Strillaie

L'impianto di Trattamento meccanico biologico di RUI con produzione di FOS e CSS, può trattare fino a 109.000 ton/anno di rifiuti indifferenziati.

 

Attualmente è a servizio dei Comuni della provincia di Grosseto e di altri 6 comuni della Val di Cornia. La localizzazione dell’impianto, secondo quanto individuato dal Piano Provinciale di gestione dei rifiuti della Provincia di Grosseto, è stata selezionata perseguendo l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale e del suo corretto inserimento nell’ambiente preesistente.

 

Nel processo di trattamento dei rifiuti indifferenziati le diverse matrici vengono separate in frazioni umide e secche così come selezionate e distinte mediante trattamento preliminare di selezione meccanica:

 

  • per il sopravaglio di selezione da RU indifferenziati, produzione di CSS in specifica, idoneo a essere destinato al recupero energetico in termovalorizzatori o altre idonee installazioni;
  • per il sottovaglio di selezione da RU indifferenziati, trattamento finalizzato alla stabilizzazione, riduzione di massa e di attività biologica, con potenzialità di produzione di matrici di processo idonee a interventi di recupero ambientale.

 

Impianto di trattamento rifiuti liquidi di Scarlino

Impianto autorizzato al trattamento chimico - fisico di liquidi non pericolosi e pericolosi fino a 156.000 ton/anno.

PAI - Polo Ambientale Integrato

 

Il Polo Ambientale Integrato, meglio conosciuto come PAI, è l’insieme di impianti progettati per lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi della provincia di Parma, funzionali alla gestione di un sistema integrato che permette il recupero di energia dai materiali non recuperabili e il recupero di materia, minimizzando l’utilizzo di discariche, così come previsto dalle normative.

 

Il Polo Ambientale Integrato nasce quindi per permettere alla provincia di Parma di raggiungere gli obiettivi di autosufficienza imposti per lo smaltimento dei rifiuti del territorio e dettati dalle norme italiane e dal Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti (PPGR). 

 

Il PAI è localizzato all'interno della macroarea indicata dal PPGR detta Spip Sud e compresa tra via Forlanini a nord, la TAV a sud, il Canale Naviglio ad ovest e via Ugozzolo ad est. 

 

Si estende su una zona di circa 58 ettari, 50 dei quali prevedono circa 15.000 alberi e arbusti di nuova piantumazione. Questa ampia zona verde ha soprattutto una funzione di mitigazione ambientale, sia per quanto riguarda i gas serra che le polveri derivanti anche dal traffico veicolare. Gli alberi agiscono come "carbon sink" dell'anidride carbonica, fissandola e conservandola nel legno. Le foglie, provviste di peli e ricoperte di sottili strati di cere e resine, hanno invece la funzione di intercettare le polveri. 

Termovalorizzatore cogenerativo di Parma

Situato all'interno del Polo Ambientale Integrato di Parma, il termovalorizzatore ha una capacità di smaltimento di 195.000 t/a ed è autorizzato a smaltire rifiuti urbani residui da raccolta differenziata e rifiuti speciali.

Impianto di trattamento meccanico dei rifiuti

Si tratta di un impianto di preselezione dei rifiuti urbani residui della raccolta differenziata.  

 

Il preselettore per il trattamento meccanico è autorizzato a gestire 180.000 t/a di rifiuti ed è collocato in testa all’impianto di termovalorizzazione, con la funzione di separare dal rifiuto residuo un’ulteriore quota di scarti umidi da avviare alla successiva bio-stabilizzazione in impianti esterni al polo. Inoltre, il preselettore consente di omogeneizzare il restante rifiuto per la successiva valorizzazione energetica.

Stoccaggio e trattamento di rifiuti urbani e speciali non pericolosi (C1) - Recap

Si rinvia alla scheda dedicata, nella pagina Recupero materia.

Stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi (C2)

Impianto caratterizzato un edificio destinato al deposito preliminare (D15) e/o messa in riserva (R13) dei rifiuti pericolosi e non pericolosi preliminare allo smaltimento o eventuale recupero presso impianti esterni.

 

Lo stabile è autorizzato al deposito di 5.000 t/a di rifiuti e presenta una superficie coperta di circa 1.919 m2 e tettoia 288 m2. L’area di stoccaggio rifiuti risulta avere una superficie complessiva di circa 1.460 m2.

 

All’interno dell’area coperta dedicata allo stoccaggio dei rifiuti sono individuate principalmente 4 zone:
 

  • sezione di deposito per rifiuti pericolosi (e non) liquidi, dedicata a quelle tipologie di rifiuti che possono essere univocamente individuate dallo stato fisico LIQUIDO;
  • sezione di deposito per rifiuti pericolosi (e non) solidi, dedicata a quelle tipologie di rifiuti che possono essere univocamente individuate dallo stato fisico SOLIDO;
  • due aree dedicate all’attività di riconfezionamento rifiuti solidi e rifiuti liquidi;
  • sezione di deposito per rifiuti pericolosi (e non) NON univocamente identificabili da un solo stato fisico.

 

Possono essere svolte operazioni di riconfezionamento dei rifiuti i cui contenitori non sono idonei o risultano danneggiati e possono essere altresì svolte operazioni di raggruppamento di rifiuti di eguale tipologia in contenitori più idonei ad essere trasportati.

 

Tale attività si configura come D14 “Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni da D1 a D13”.

AIA PAI

AIA PAI

Centro impianti di Cornocchio

 

Il Centro di Cornocchio è un insieme impiantistico autorizzato a svolgere operazioni di trattamento chimico-fisico (D9), deposito preliminare (D15) e messa in riserva (R13) di rifiuti, per un quantitativo annuo pari a 278.000 tonnellate.

 

Il Centro è costituito da tre piazzole di stoccaggio e trattamento dei rifiuti: 

 

  • un impianto di stoccaggio, trattamento e recupero dei rifiuti urbani (Piazzola A1R) - si tratta di rifiuti provenienti dalle raccolte multimateriale (vetro, plastica e lattine) con lo scopo di effettuare in loco le lavorazioni che prima venivano effettuate in impianti remoti, minimizzando così i costi e gli impatti ambientali derivanti dal trasporto. Il materiale in uscita è destinato ad essere inviato ai Consorzi di filiera per le successive attività di riciclo;
  • un impianto di trattamento e recupero dei rifiuti speciali (Piazzola A2D) - si tratta di rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade, di rifiuti ingombranti e rifiuti provenienti dalle attività produttive. Nell'impianto si procede alla separazione e al recupero delle relative componenti (legno, plastica, metalli...);
  • un impianto di stoccaggio per rifiuti pericolosi e non pericolosi - si tratta della messa in riserva di rifiuti provenienti dalle stazione ecologiche dislocate sul territorio e da utenze non domestiche. 

 

AIA Centro Impianti Parma

AIA Centro Impianti Parma

Lettera Arpae prosecuzione attività

Lettera Arpae prosecuzione attività

Polo Borgoforte di Piacenza

Il Polo di Piacenza - situato in località Borgoforte - è un complesso impiantistico in cui viene effettuato lo stoccaggio, la selezione e il trattamento dei rifiuti urbani, speciali pericolosi e non pericolosi, seguendo il modello di un sistema di gestione integrato dei rifiuti. All’interno del Polo sono presenti:

Termovalorizzatore di Piacenza

Situato all'interno del Polo di Borgoforte, il termovalorizzatore di Piacenza è anche conosciuto come Tecnoborgo. Esso adotta la consolidata tecnologia del forno a griglia e ha una capacità di smaltimento di 120.000 t/a di rifiuti urbani, rifiuti speciali assimilabili agli urbani, rifiuti sanitari trattati e fanghi biologici provenienti dall’attiguo impianto di depurazione delle acque.

Impianto di trattamento chimico-fisico

Operativo dal 1999 per il trattamento dei rifiuti liquidi speciali e speciali pericolosi che vengono separati in funzione della tipologia all’interno di due vasche di rilancio o di un silos.

 

L’impianto è autorizzato a gestire un totale di 113.700 t/a di rifiuti liquidi.

 

Dopo una prima analisi, che ne permette la corretta identificazione, i rifiuti vengono scaricati in funzione della loro tipologia all’interno di 2 vasche di rilancio o di 1 silos in attesa di trattamento. Per esigenze di sicurezza, i serbatoi sono dotati di un bacino per la raccolta delle eventuali fuoriuscite e gli scarichi sono collegati a un apposito bacino di stoccaggio, dal quale vengono poi pompati nell'impianto di trattamento chimico-fisico.

 

Il processo di trattamento chimico-fisico consiste in 2 linee parallele distinte, dove i rifiuti liquidi vengono trattati con reagenti chimici che separano le sostanze inquinanti presenti. Successivamente, i reflui sono avviati alla fase biologica costituita da 2 vasche da 350 m³ cadauna per un trattamento ossidativo a fanghi attivi e batteri selezionati che utilizza ossigeno puro e aria.

 

fanghi di risulta dell’impianto vengono inviati, dopo disidratazione, in impianti di stabilizzazione e, successivamente, in discarica per rifiuti speciali.

Impianti di stoccaggio rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi

Gli impianti sono due e sono autorizzati a gestire complessivamente 106.000 t/a di rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi.

 

I rifiuti speciali conferiti vengono pesati, controllati dei tecnici di Iren Ambiente e, quando possibile, destinati al trattamento in loco.

 

I rifiuti che non possono essere trattati in loco - rifiuti solidi, oli esausti, vernici, solventi organici... - vengono trasportati a un apposito capannone di circa 1.000 m2, dotato di una pavimentazione impermeabilizzata, di una rete fognaria autonoma per la raccolta di eventuali sversamenti, di un impianto di aerazione forzata e di un impianto antincendio ad avviamento strumentale. 

 

All’interno della struttura, gli addetti allo stoccaggio provvisorio provvedono a suddividere i rifiuti per tipologia, in modo da garantire la massima sicurezza, e quindi al loro riconfezionamento con un’apposita etichettatura che ne permette in ogni momento l’identificazione. L'impianto è autorizzato al deposito di 10.000 t/a di rifiuti pericolosi.

 

I rifiuti speciali vengono quindi conferiti in idonei impianti per lo smaltimento.

Impianto di stoccaggio rifiuti solidi

Autorizzato a gestire 60.000 t/a di rifiuti solidi urbani e speciali assimilabili, ovvero i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata della provincia di Piacenza per poi essere avviati alle piattaforme di recupero della materia.  

 

L’impianto di stoccaggio è strutturato in vasche monomateriale, ciascuna destinata a ospitare una differente tipologia di rifiuto raccolto in modo differenziato: carta, cartone, vetro, plastica, metallo, legno, rifiuto organico, vegetale, pneumatici.

 

Il materiale plastico, prima del conferimento ai recuperatori, viene sottoposto ad un trattamento di riduzione volumetrica in modo da ottimizzarne il trasporto.

 

I materiali stoccati presso l’impianto vengono periodicamente trasferiti, attraverso bilici di grandi dimensioni, ad impianti autorizzati per il successivo trattamento e recupero. 

Stoccaggio linea solidi

Autorizzato a gestire 216.000 t/a di rifiuti urbani e speciali che saranno avviati a successivi impianti di trattamento e recupero.

Impianto di cernita e triturazione

Autorizzato a trattare 60.000 t/a di rifiuti solidi urbani e speciali assimilabili, ovvero rifiuti ingombranti e rifiuti speciali provenienti da attività commerciali, artigianali e industriali.

 

La cernita viene eseguita in un’apposita piattaforma dove vengono intercettate le frazioni di rifiuto - cartone, plastica, legno, metallo... - da avviare al recupero. Il materiale così separato viene collocato nelle apposite vasche dell’impianto di stoccaggio dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata.

 

La parte di rifiuto non recuperabile che residua dopo la selezione, il cosiddetto sovvallo, viene sottoposta a triturazione e avviata allo smaltimento presso il termovalorizzatore di Piacenza.

Centro pressa plastica

Autorizzato a trattare 10.000 t/a di rifiuti urbani, speciali e speciali assimilati che vengono selezionati e trattati tramite adeguamento volumetrico per poi essere inviati in altri impianti di trattamento/smaltimento.

 

 

AIA Polo Borgoforte

AIA Polo Borgoforte

AIA termovalorizzatore di Piacenza

AIA termovalorizzatore di Piacenza

Integrazione AIA termovalorizzatore di Piacenza

Integrazione AIA termovalorizzatore di Piacenza

Polo via Gonzaga di Reggio Emilia

 

Il Polo di via Gonzaga, situato a Reggio Emilia, è un insieme impiantistico che permette di gestire in maniera efficiente i rifiuti urbani e speciali non pericolosi. All’interno del polo hanno sede:

Centro di stoccaggio rifiuti speciali

Autorizzato a gestire 6.000 t/a di rifiuti pericolosi e non pericolosi, è costituito da un edificio di circa 600 m2, di cui 100 costituiti da un apposito locale dotato di portone tagliafuoco per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi (liquidi infiammabili e/o tossici).

 

Lo stoccaggio dei rifiuti ha inizio con il conferimento degli stessi, attraverso mezzi propri di cui è dotata l’azienda, o tramite autotrasportatori esterni autorizzati. Dopo accorpamento per codici rifiuti e, in alcuni casi, riconfezionamento, questi vengono destinati a smaltitori esterni autorizzati.

Impianto di trattamento chimico-fisico dei rifiuti

Impianto autorizzato a gestire 30.000 t/a di rifiuti liquidi speciali pericolosi e non pericolosi. I rifiuti vengono conferiti nell’area di scarico mediante autocarri e autobotti e, a seconda della tipologia, vengono versati in apposite vasche che alimentano diversi serbatoi.

 

La tipologia di rifiuti conferiti sono più che altro classificabili in due categorie:
 

  • rifiuti a base acquosa - che seguono un processo depurativo fino allo scarico finale in pubblica fognatura (soluzioni acquose di lavaggio, acque di verniciatura, acque da inchiostri e soluzioni acide provenienti dalle soprattutto dalle numerose attività di natura metalmeccanica e di trattamento metalli del territorio reggiano);
  • rifiuti a base oleosa - che seguono un processo di pretrattamento volto a concentrare la fase oleosa, che successivamente viene conferita a smaltitori terzi.

 

Dopo lo stoccaggio dei reflui in appositi serbatoi e attraverso l’aggiunta di opportuni reagenti, avviene il processo di depurazione chimico-fisica, al termine del quale si ottengono tre flussi in uscita:
 

  • acqua depurata avente caratteristiche tali da poter essere scaricata in fognatura per il trattamento biologico finale (depuratore di Mancasale) nel rispetto dei limiti autorizzativi (vedi AIA);
  • rifiuti oleosi derivanti dalla separazione acqua-olio dalle emulsioni oleose, da avviare al recupero tramite il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati;
  • fanghi filtropressati smaltiti da terzi in impianti specifici.

Centrale di compattazione

La centrale è autorizzata a gestire 185.000 t/a di rifiuti, di cui 145.000 t di Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e 40.000 t di rifiuti speciali non pericolosi. L'impianto è autorizzato anche a gestire 6.000 t/a di rifiuti provenienti dalla pulizia delle strade di Reggio Emilia e provincia.

AIA Polo via Gonzaga - 2018-3187

AIA Polo via Gonzaga - 2018-3187

Impianto di stoccaggio di Mancasale

L'impianto di stoccaggio rifiuti è destinato al deposito di circa 26.000 t/a di rifiuti urbani ed è autorizzato annualmente alla messa in riserva di varie frazioni differenziate. L'impianto comprende il centro di stoccaggio pneumatici, con una capacità autorizzata pari a 1.000 t/a di pneumatici usati e fuori uso. Nel complesso, l'impianto è autorizzato al deposito di 45.000 t/a di rifiuti.

Recupero e trattamento rifiuti speciali e industriali di Brescello

 

L'impianto di Brescello, in provincia di Reggio Emilia è una piattaforma per il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali e industriali pericolosi e non pericolosi situata nell’area industriale di Brescello in via Finghè.

 

L'impianto ha una superficie di 22.000 mq ed è autorizzato al trattamento fino a 200.000 tonnellate anno di rifiuti industriali, con la finalità del recupero o dello smaltimento controllato a servizio delle aziende pubbliche e private.

 

Dichiarazione Ambientale

Dichiarazione Ambientale

Certificato Emas

Certificato Emas

TMB di Saliceti

 

L'impianto di Trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani è ubicato in località Saliceti - Vedicella, nel Comune di Vezzano Ligure. 

 

L'impianto, inaugurato il 12 giugno 2008, è riservato al trattamento di rifiuti urbani indifferenziati (con una capacità autorizzata di 105.000 t/a), non pericolosi, per la trasformazione in combustibile da utilizzare nella produzione di energia alternativa.

 

Il ciclo produttivo del CSS si sviluppa attraverso processi di tipo meccanico-biologico che non comportano l'utilizzo di calore e di sostanze e/o preparati chimici.

 

Per maggiori informazioni, si rimanda alla sezione Produzione CSS

 

Impianto di trasferenza di Boscalino

 

L’impianto di messa in riserva del FORSU e del Verde è ubicato nel Comune di Arcola, frazione di Boscalino.

 

L’impianto è autorizzato, con una capacità fino a 35.000 ton/anno, quale stazione di scarico, stoccaggio e trasferimento presso impianti di recupero, del rifiuto organico proveniente dalla raccolta differenziata principalmente dello Spezzino e del Tigullio.

 

Per maggiori informazioni, si rinvia alla pagina dedicata: Trasferenza

 

TMB di Manduria

 

L'impianto di trattamento meccanico biologico per la selezione RUI, effettua la stabilizzazione e la selezione meccanica dei rifiuti indifferenziati, con annessa discarica di servizio/soccorso per rifiuti non pericolosi.

 

L'impianto è a servizio del bacino ex ATO TA/3, come previsto nella Pianificazione Regionale dei Rifiuti e confermato nel Piano d'ambito per la gestione dei RUI su base regionale secondo programmazione di AGER.

 

Al termine del processo di maturazione il materiale prodotto è definito frazione organica stabilizzata (FOS).

 

L'impianto è autorizzato a gestire 87.000 t/a di rifiuti.

 

Per maggiori informazioni, si rinvia alla pagina: Trattamento Rifiuti

 

Polo via Germagnano di Torino

Il Polo di via Germagnano, a Torino, comprende impianti adibiti all’ottimizzazione della filiera di gestione integrata dei rifiuti urbani che vanno dalla selezione al trattamento e recupero degli scarti. 

 

All’interno del polo hanno sede infatti:

 

  • un impianto di trattamento chimico-fisico - che può trattare annualmente 72.000 m³ di rifiuti liquidi non pericolosi
  • una piattaforma Ecolegno - per il trattamento e il recupero dei rifiuti verdi, ovvero sfalci e potature
  • un centro di deposito raccolte differenziate - per il deposito preliminare e la messa in riserva di rifiuti provenienti dalle diverse raccolte differenziate (vetro, legno, plastica, metalli, carta/cartone, RAEE..), con una capacità stoccaggio di 7.250 m³
  • un centro di stoccaggio rifiuti urbani pericolosi - con capacità di 600 m³ per la messa in riserva di medicinali scaduti, pile esauste e siringhe e altri rifiuti  pericolosi e con capacità di 100 m³ per lo stoccaggio delle bombole
  • un centro di stoccaggio di rifiuti abbandonati su suolo pubblico (RASP) - per la messa in riserva di 400 m³ di rifiuti abbandonati sul suolo pubblico non trattabili presso altri impianti Iren
  • un centro FORSU - per il trasferimento di rifiuti organici o RAEE, con una capacità di stoccaggio di 800 m³
  • un centro RSU - per il trasferimento di rifiuti urbani indifferenziati e rifiuti da spazzamento stradale.

 

AIA_Polo_Germagnano.pdf

AIA_Polo_Germagnano.pdf

Polo via Gorini di Torino

Il Polo di via Gorini, situato nella zona sud di Torino, al confine con Grugliasco, comprende impianti che vanno dallo stoccaggio al trattamento degli scarti al fine di ottimizzare la gestione integrata dei rifiuti urbani.

 

All'interno del polo, troviamo:

 

  • un impianto di trattamento chimico-fisico - che può trattare annualmente 45.000 m3 di rifiuti liquidi non pericolosi
  • un centro trasferimento RSU - per lo stoccaggio e il trasferimento di rifiuti urbani non pericolosi, con una capacità autorizzata di 50.000 t/a.

AIA+POLO+GORINI.pdf

AIA+POLO+GORINI.pdf

Trattamento e inertizzazione rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi di Leinì

Piattaforma polifunzionale per il trattamento dei rifiuti speciali pericolosi nella Provincia di Torino la sua capacità di trattamento è di 74.000 t/anno.

 

Situata a Leinì in Provincia di Torino, la Piattaforma consente di gestire i rifiuti industriali attraverso linee di trattamento integrate e polifunzionali.

 

L’impianto è dotato di due linee parallele per il trattamento di rifiuti solidi che consentono la stabilizzazione, l’inertizzazione, l’insolubilizzazione di metalli, e il condizionamento dei rifiuti fangosi e polverulenti con capacità annua di 65.000 t/anno.

 

La linea di trattamento rifiuti liquidi consente i pretrattamenti di soluzioni acide o basiche, cianuri, cromo esavalente, trattamento chimico fisico per reflui a base acquosa attraverso un impianto ‘batch’, con una potenzialità annua di circa 5000 t, per processi di coagulazione, flocculazione e precipitazione chimico-fisica finalizzata al riutilizzo dei reflui  trattati come fluidificante nel processo di inertizzazione.

 

Inoltre l’impianto o dotato di stoccaggio di rifiuti destinati all’invio ad impianti di smaltimento terzi e a linee di trattamento interne con un capannone dedicato di 2.000 mq.

Dichiarazione Ambientale

Dichiarazione Ambientale

Certificato Emas

Certificato Emas

Impianto di trasferenza di Sant'Ambrogio

L’impianto di recupero materia di Sant’Ambrogio di Torino è autorizzato all’attività di messa in riserva/recupero di rifiuti non pericolosi per lavorare una quantità massima di 13.545 ton/anno.

 

Attualmente gestisce il primo step del recupero dei flussi di Carta prodotti dal consorzio ACSEL.

 

Vuoi visitare un impianto del Gruppo Iren?

Attraverso Eduiren, il settore educational del Gruppo, Iren offre alle scuole la possibilità di conoscere e scoprire da vicino il ciclo integrato dei rifiuti, dell’acqua e dell’energia. L’attività è rivolta a tutte le scuole e può essere condotta in classe, attraverso un laboratorio didattico, o sull’impianto con una visita guidata da un operatore esperto. Per alcuni impianti sono disponibili anche dei video che ne consentono una visita virtuale.