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Controllo amianto, come il laboratorio Iren di Torino tutela salute e sicurezza

29 maggio 2026
  • Il Laboratorio Iren di Torino svolge un’attività fondamentale di monitoraggio e controllo dell’amianto, trasformando analisi tecniche e dati scientifici in strumenti concreti di prevenzione e tutela della salute pubblica.

 

  • Nonostante il divieto introdotto nel 1992, l’amianto è ancora presente in molti edifici, infrastrutture e contesti industriali: per questo il monitoraggio continuo delle fibre aerodisperse è essenziale per individuare situazioni di rischio e intervenire tempestivamente.

 

  • Le attività del laboratorio comprendono sopralluoghi, campionamenti e analisi avanzate, effettuate mediante microscopia ottica ed elettronica, con oltre 600 sopralluoghi effettuati nel 2025 sia presso impianti del Gruppo Iren sia in contesti esterni, tra cui edifici civili e attività in subappalto per clienti interni del Gruppo.

 

  • Grazie a standard certificati, accreditamenti istituzionali e tecnologie specialistiche, il laboratorio supporta decisioni operative come bonifiche e messa in sicurezza, contribuendo alla protezione di lavoratori, cittadini e ambienti sensibili.

Ci sono attività che non si vedono, ma che fanno la differenza ogni giorno. Il controllo dell’amianto è una di queste: un lavoro tecnico, rigoroso e continuo che consente di prevenire rischi e garantire ambienti sicuri. È in questo ambito che opera il Laboratorio di Torino del Gruppo Iren, un presidio altamente specializzato che svolge attività di monitoraggio, campionamento e analisi, trasformando dati e misurazioni in strumenti concreti di prevenzione.

Nonostante il divieto introdotto in Italia nel 1992, l’amianto continua a essere presente in molti contesti costruiti prima della sua messa al bando. Edifici, infrastrutture e impianti possono ancora contenerlo, rendendo necessario un approccio strutturato basato su competenze tecniche consolidate e su un costante allineamento alle normative. In un contesto tale, il laboratorio Iren - con il suo lavoro di monitoraggio e controllo costante - rappresenta un punto di riferimento operativo, grazie a una linea analitica sviluppata nei primi anni Duemila e oggi pienamente consolidata e riconosciuta anche a livello istituzionale. 

Amianto, da materiale tecnico a fattore di rischio ambientale

Per comprendere il ruolo delle attività di controllo, serve partire dalle caratteristiche costitutive dell’amianto. Si tratta di un insieme di minerali naturali a struttura fibrosa, che per decenni sono stati ampiamente utilizzati grazie alle loro proprietà: resistenza al calore, agli agenti chimici e all’usura, oltre a capacità isolanti particolarmente efficaci.

Queste qualità ne hanno favorito un impiego trasversale, dall’edilizia ai trasporti, fino a componenti industriali e prodotti di uso quotidiano. Tuttavia, è proprio la struttura fibrosa a determinare il rischio: quando i materiali contenenti amianto si degradano o vengono sollecitati, possono rilasciare fibre nell’aria, invisibili ma facilmente inalabili.

A questo punto il tema si sposta dalla presenza del materiale alla gestione del rischio. Le fibre, una volta respirate, possono depositarsi nei polmoni e provocare danni nel tempo, con conseguenze anche gravi. Per questo motivo il monitoraggio assume un ruolo centrale: è necessario non solo individuare la presenza dell’amianto, ma anche valutare le condizioni in cui può diventare pericoloso.

Dal sopralluogo all’analisi: come si costruisce il controllo

Le attività del laboratorio seguono un processo articolato che parte dalle attività in campo e arriva fino alla fase analitica.

Il primo passaggio è rappresentato dai sopralluoghi, durante i quali vengono individuati i materiali sospetti e prelevati campioni da sottoporre a successive analisi di laboratorio, al fine di identificare eventuali situazioni potenzialmente critiche.

 

In caso di conferma della presenza di amianto, il monitoraggio può essere esteso alla verifica delle fibre aerodisperse e alla valutazione della necessità di interventi di rimozione o messa in sicurezza.

Le analisi dei campioni, sia massivi che aerodispersi, vengono effettuate mediante microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF) e, quando è richiesta una maggiore accuratezza, tramite microscopia elettronica a scansione abbinata a microanalisi (SEM-EDS).

Lo stato di degrado dei materiali viene determinato applicando specifici criteri definiti dagli enti competenti, che consentono di stabilire:
 

  • se il materiale può rimanere in opera
  • la frequenza dei controlli successivi
  • la necessità di interventi di rimozione

 

A seguito della bonifica dei materiali contenenti amianto in ambienti occupati o in contesti sensibili (come luoghi di lavoro, scuole e ospedali), la restituzione degli spazi avviene esclusivamente dopo il monitoraggio dell’aria con analisi effettuate in SEM-EDS.

Questo sistema integrato consente di costruire un quadro affidabile della situazione, alla base di ogni valutazione successiva. Si tratta di un’attività complessa ma consolidata, la cui dimensione è ben rappresentata dai dati: nel 2025 sono stati effettuati oltre 600 sopralluoghi, comprensivi di attività di campionamento e analisi su materiali e manufatti, spesso nell’ambito di valutazioni per la possibile presenza di amianto.

A queste si aggiungono più di 30 analisi specifiche su rifiuti sospetti contenenti amianto, finalizzate alla loro corretta caratterizzazione e successivo smaltimento.

Queste attività sono state condotte sia presso gli impianti del Gruppo Iren sia in contesti esterni, tra cui edifici civili.

Normative, qualità e decisioni: il valore dei dati

La solidità del lavoro che il laboratorio Iren porta avanti si basa su un quadro normativo preciso e su standard tecnici elevati. Le attività si svolgono nel rispetto delle principali disposizioni nazionali ed europee e secondo i requisiti della norma ISO/IEC 17025, che garantisce tracciabilità delle misure, validazione dei metodi e controlli di qualità lungo tutte le fasi del processo.

Il riconoscimento istituzionale, attraverso l’iscrizione negli elenchi del Ministero della Salute e l’accreditamento Accredia, rafforza ulteriormente l’affidabilità delle analisi e la loro rilevanza operativa. È proprio a partire da questa base che il dato analitico assume valore. Le informazioni raccolte permettono di valutare il livello di rischio e di definire le modalità di intervento più appropriate, come la rimozione o l’incapsulamento dei materiali. Il ruolo del laboratorio si fa concreto perché collega conoscenza scientifica e decisione operativa, rendendo possibile una gestione efficace e consapevole del rischio. Il controllo dell’amianto diventa così un esempio di prevenzione applicata: un’attività tecnica che, pur rimanendo lontana dalla visibilità pubblica, contribuisce in modo diretto alla tutela della salute di lavoratori e cittadini e alla sicurezza degli ambienti.

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