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"Parliamone!": il progetto per la consapevolezza sulla disabilità visiva

18 febbraio 2026

 

Si è concluso al Teatro Cavallerizza il progetto “Parliamone! Indispensabile per contribuire alla costruzione di una società più inclusiva è la conoscenza”, un percorso che ha coinvolto 250 studenti delle scuole secondarie di Reggio Emilia e provincia per abbattere i pregiudizi sulla disabilità visiva e costruire una società più consapevole.

 

La cecità non è un limite invalicabile, ma una condizione che non impedisce di realizzarsi negli affetti, nel lavoro, nello sport o nell’arte. Il vero ostacolo, spesso, è la mancanza di conoscenza. Ed è proprio da questo presupposto che partita l'iniziativa "Parliamone!", ideata e realizzata dall’Istituto regionale “G. Garibaldi” per i Ciechi in collaborazione con Eduiren e grazie al sostegno di Iren, ha accompagnato i ragazzi in un viaggio alla scoperta della disabilità visiva, trasformando la curiosità in consapevolezza civica.

 

 

 

Un percorso tra teoria e pratica

Da ottobre a gennaio, le classi (dagli istituti Dalla Chiesa, Manzoni e Aosta fino ai Licei Ariosto-Spallanzani, Chierici, San Gregorio Magno e il Convitto Corso di Correggio) hanno partecipato a laboratori intensivi. Non solo lezioni teoriche sulle cause della cecità, ma vere esperienze immersive: gli studenti si sono cimentati con la scrittura in codice Braille, hanno utilizzato materiali didattici adattati e hanno vissuto momenti di deprivazione visiva per comprendere, nel profondo, cosa significhi muoversi e interagire senza l’ausilio della vista.

 

Il gran finale al Teatro Cavallerizza

Il progetto è culminato in un evento corale al Teatro Cavallerizza, condotto dall’attrice Laura Pazzaglia con il coordinamento artistico di Maria A. Listur. Sul palco non sono saliti solo "esperti", ma testimoni di vite straordinarie che hanno dimostrato come il limite possa trasformarsi in risorsa.

I ragazzi hanno dialogato con campioni paralimpici del calibro di Carlotta Gilli e Oney Tapia (oro a Parigi 2024), con lo scultore Felice Tagliaferri e il suo cane guida Freedom, e con nuove voci della divulgazione digitale come il content creator Marco Andriano. Le storie di Omar Ecbarbi e Gabriele Capponi hanno completato un mosaico di determinazione e coraggio, prima di chiudere in festa con il dj-set di Blind date (Mattia Devoti).

Le istituzioni per un futuro inclusivo

L’evento, patrocinato da Comune e Provincia di Reggio Emilia, ha visto la partecipazione dei vertici dell’Istituto Garibaldi, con il presidente Stefano Tortini, e di Fiorenza Genovese per Eduiren, settore educational di Gruppo Iren, oltre ai rappresentanti della Regione e dell'Ufficio Scolastico.

 

Ai ragazzi è rimasto un simbolo concreto: un portachiavi Pop It a 6 bolli che richiama la cella Braille, un piccolo strumento per continuare a esercitarsi e, soprattutto, per non dimenticare che l’inclusione si costruisce ogni giorno, un punto alla volta.

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