All’evento hanno partecipato la Sindaca della Città di Genova Silvia Salis, il Presidente Esecutivo di Iren Luca Dal Fabbro, l’Amministratore Delegato di Iren Gianluca Bufo e Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House Ambrosetti. Dopo la presentazione dello studio si è tenuta una tavola rotonda, dal titolo Territori e competitività: il ruolo e il contributo delle multiutility allo sviluppo degli ecosistemi locali a cui hanno preso parte Fabrizio Ferrari, Presidente Confindustria Genova, Davide Livermore, Direttore Teatro Nazionale di Genova e Mario Marchese, Prorettore al Dottorato di Ricerca e ai Rapporti con le Imprese dell’Università di Genova.
Contenuti dello Studio
Iren ha registrato negli ultimi anni una significativa crescita dimensionale: i ricavi consolidati sono passati da 4 miliardi di euro nel 2018 a 6,6 miliardi di euro nel 2025, con un tasso medio annuo di crescita pari al +7,2%, doppio rispetto alla media dei settori del comparto multiutility e alla media delle imprese italiane.
In questo percorso di crescita, la Liguria rappresenta uno dei territori strategici per Iren e Genova ne costituisce il principale baricentro. Nel 2025, il Gruppo ha generato in provincia di Genova 585 milioni di euro di ricavi, rientrando nella top10 delle imprese industriali e di servizi della Regione. Anche in termini di Valore Aggiunto, ovvero di contributo diretto al PIL, la rilevanza del territorio genovese è particolarmente significativa, con 244 milioni di euro direttamente generati nella provincia di Genova.
La presenza di Iren produce ricadute rilevanti anche lungo le filiere nazionali e locali. Nel 2025 il Gruppo ha acquistato beni e servizi per 1,4 miliardi di euro da 3.386 fornitori italiani, di cui oltre l’85% PMI, coinvolgendo fornitori in tutte le regioni italiane e nel 96% delle province. A livello nazionale, considerando l’impatto diretto, indiretto e indotto e le ricadute abilitate tramite gettito IVA e accise dalle vendite di energia, il contributo complessivo al PIL italiano raggiunge 4,3 miliardi di euro.
In Liguria, grazie all’attivazione di filiere locali, l’impatto diretto, indiretto e indotto è pari a 469 milioni di euro nel 2025, equivalenti a circa l’1% del PIL regionale.
“Il contributo di Iren alla filiera genovese è particolarmente rilevante: nel 2025 il Gruppo ha acquistato 130 milioni di euro di beni e servizi nel territorio da 223 fornitori locali, di cui 114 storici, ovvero con un rapporto continuativo da almeno cinque anni”, ha dichiarato Valerio De Molli (Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group); “l’analisi che abbiamo realizzato su oltre 10mila bilanci aziendali mostra che i fornitori storici di Iren a Genova crescono più velocemente delle aziende comparabili non fornitrici, sia nei ricavi sia nell’occupazione, con una crescita di marginalità quasi otto volte superiore al benchmark. Considerando che oltre il 91% dei fornitori storici genovesi è costituito da PMI, emerge il ruolo di Iren come capo-filiera territoriale, capace di rafforzare il tessuto produttivo locale e accompagnarne la crescita”.
“Iren si conferma uno straordinario volano di crescita e sviluppo per il sistema Paese e per il territorio di Genova in particolare” – ha dichiarato Luca Dal Fabbro, Presidente Esecutivo di Iren – “Lo studio evidenzia la solidità di un modello industriale capace di generare valore economico, sociale e ambientale, rafforzando al tempo stesso il legame con le comunità e con le filiere locali. Genova rappresenta per il Gruppo un baricentro strategico, non solo per la rilevanza degli investimenti e dell’occupazione, ma anche per la capacità di attivare innovazione, competenze e sviluppo sostenibile. A questo territorio nel solo 2025 sono stati destinati 525 milioni di euro di investimenti, e dal 2018 al 2025 sono stati distribuiti alla Città di Genova 215 milioni di euro di dividendi. La crescita di Iren dimostra che competitività, attenzione agli stakeholder e transizione ecologica possono procedere insieme, contribuendo concretamente all’attrattività e alla resilienza dei territori in cui operiamo”.
“Questo studio – ha dichiarato Gianluca Bufo, Amministratore Delegato di Iren – testimonia chiaramente il grande valore creato da Iren nel territorio ligure e genovese, grazie all’attivazione di energie locali che portano sviluppo per le imprese del territorio e generano opportunità di crescita per aziende e persone. L’impatto del nostro Gruppo su Genova e la sua provincia è triplicato negli ultimi tre anni e il piano industriale al 2030 prevede, solo per questa area, più di un miliardo di euro di investimenti destinati al sistema acquedottistico e della depurazione, alle reti gas e alle fonti energetiche. La città di Genova riveste e continuerà a rivestire un ruolo strategico e di assoluto rilievo negli ambiziosi progetti di crescita di Iren”.
Il radicamento di Iren a Genova si riflette anche negli investimenti – che hanno raggiunto 525 milioni di euro nel 2025 – e nella redistribuzione di valore verso il territorio, grazie alla partecipazione del Comune di Genova all’azionariato del Gruppo: il dividendo per azione è aumentato da 0,09 euro nel 2018 a 0,14 euro nel 2025, portando i dividendi erogati a un totale di 215 milioni di euro cumulati nel periodo.
Il contributo sociale del Gruppo emerge in primis dalla dimensione occupazionale. Nel 2025 Iren conta 11.908 dipendenti a livello nazionale, in crescita del +7,8% medio annuo dal 2018, anche in questo caso a un ritmo superiore al settore e alla media italiana. In Liguria gli occupati sono 2.182, di cui 1.221 nella provincia di Genova, pari al 56% del totale regionale. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti, l’impatto occupazionale complessivo in Liguria raggiunge 3.162 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno, pari a circa l’1% della forza lavoro regionale.
A Genova, il 100% dei dipendenti è assunto con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, e l’incidenza degli under 30 è raddoppiata rispetto al 2018. In parallelo, Iren ha rafforzato l’investimento sulle competenze: il 100% dei dipendenti ha partecipato ad almeno un programma formativo, con una media di 24 ore pro capite, in aumento del 20% rispetto al 2018.
L’innovazione rappresenta un ulteriore asse strategico della crescita di Iren. Il Gruppo è la prima multiutility italiana per partecipazione ai programmi Horizon 2020 e Horizon Europe, con 25 progetti internazionali attivati, 7,3 milioni di euro di budget complessivo e 5,7 milioni di euro coperti da fondi europei a fondo perduto. Il Gruppo supporta inoltre l’ecosistema di startup italiane attraverso investimenti in 3 fondi di venture capital, con un totale di 58 startup detenute in portafoglio: questo orientamento trova applicazione anche a Genova, attraverso collaborazioni con realtà ad alto contenuto tecnologico, come Hiro Robotics, spin-off dell’Università di Genova attiva nell’applicazione di robotica e intelligenza artificiale al trattamento dei rifiuti elettronici.
Sul fronte ambientale, Iren conferma il proprio contributo alla sostenibilità e all’efficienza infrastrutturale del territorio. In Liguria il Gruppo gestisce 34 impianti energetici e, nel 2025, il 95% dell’energia elettrica prodotta nella regione deriva da fonti rinnovabili. Nel ciclo idrico, nella provincia di Genova Iren registra un livello di efficienza, misurata con la performance delle perdite di rete, pari al 30,9%, inferiore sia alla media regionale ligure (40%), sia alla media nazionale (42,4%).
La traiettoria ambientale del Gruppo è positiva anche in termini di decarbonizzazione. Tra il 2021 e il 2025, le emissioni totali di gas serra di Iren sono diminuite in media del -3,6% all’anno, un andamento più virtuoso rispetto ai settori del comparto multiutility e alla media delle imprese italiane. Ancora più significativa è la riduzione dell’intensità emissiva rispetto al fatturato, scesa da 1.725 a 1.123 tCO₂eq per milione di euro, con una contrazione media annua del -10,2%.