Acqua

Inaugurate le opere di potenziamento dell’impianto di depurazione di Bosco di Scandiano (RE)

12 maggio 2026

 

Potenziare gli impianti di depurazione per efficientarli e modernizzarli, dando un ulteriore contributo alla sostenibilità ambientale.

 

È quanto accaduto all’impianto di depurazione di Bosco, a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, al servizio degli abitati della frazione stessa e di quella di Borzano in comune di Albinea. 

 

Lo scorso 12 maggio, infatti, sono state inaugurate le opere di potenziamento del locale depuratore, alla presenza, tra gli altri, del Sindaco di Scandiano, Matteo Nasciuti, della Sindaca di Albinea Roberta Ibattici, del Presidente di Arca Reggio, Alberto Montanari, del Presidente della Commissione Territorio e Ambiente della Regione Emilia-Romagna, Paolo Burani, dei tecnici di Iren Acqua Reggio ed Ireti, oltre che dei bambini di due classi delle scuole primarie Lodi e Spallanzani di Scandiano. 

 

 

 

L’impianto, costruito nel 1984, depura le acque reflue civili e industriali e ha una potenzialità di trattamento pari a 6000 AE.

Le acque reflue trattate annualmente sono circa 320.600 mc e i cittadini serviti sono circa 5mila, cui vanno aggiunte le attività produttive.

 

Le opere realizzate comporteranno il miglioramento delle prestazioni dell’impianto di trattamento, posto all’interno di un territorio a forte vocazione agricola e con la presenza di aziende vitivinicole.

Il corpo idrico ricettore è costituito dal Canale di Secchia.

 

Com'è strutturato l'impianto

 

 

L’attività depurativa consiste in un trattamento biologico a fanghi attivi con aerazione prolun­gata, con produzione di fanghi di depurazione da destinare ad uso agricolo e rifiuti speciali.

 

L’impianto è schematicamente composto da due sezioni: 

- La linea acque composta da sol­levamento in testa impianto, grigliatura fine, dissabbiatura e disoleatura, trattamento biologico con fanghi attivi, sedimen­tazione secondaria;

- La linea fanghi, potenziata in seguito al recente intervento, che prevede stabilizzazione aerobica e ispessimento a gravità. 

 

 

Si è trattato di un investimento da circa 1milione e 200mila euro, finanziato nell’ambito del Piano ATERSIR, che ha appunto riguardato l’efficientamento e ammodernamento del comparto biologico dell’impianto e della linea fanghi, mantenendo invariata la capacità di 6.000 abitanti equivalenti.

 

Si è proceduto infatti all’installazione di un moderno sistema di distribuzione dell’aria del tipo sommerso con una rete di piattelli a bolle fini, integrati con la logica di funzionamento a cicli alternati, regolati da apposito software di controllo.

 

Il potenziamento del trattamento dei fanghi di depurazione ha portato alla realizzazione di un nuovo manufatto, situato in adiacenza alle vasche di ispessimento esistenti.

 

Le nuove vasche sono state anch’esse equipaggiate con un sistema di distribuzione dell’aria del tipo sommerso con una rete di piattelli a bolle fini. È stata altresì completamente rinnovata la struttura delle vasche di ossidazione.

 

Con il revamping, l’impianto diventerà a cicli alternati.

 

L’intervento ha mantenuto la possibilità di estrazione dei fanghi o con attacco veloce mediante autospurgo o centrifuga mobile.

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