Eduiren

Un nuovo futuro per la tecnologia: 77 PC rigenerati alle scuole della Spezia

 

25 marzo 2026

 

Dare nuova vita alla tecnologia per costruire opportunità educative: è questo il cuore dell’iniziativa promossa dal Gruppo Iren, che ha donato 77 dispositivi informatici ricondizionati ad alcune scuole della provincia spezzina. Un progetto che unisce sostenibilità ambientale e innovazione didattica, trasformando quelli che sarebbero diventati rifiuti elettronici in strumenti concreti per l’apprendimento.

 

La consegna, avvenuta presso il Palazzetto dello Sport di Riccò del Golfo, ha coinvolto diverse realtà del territorio: l’Istituto Comprensivo Riccò del Golfo, l’Istituto Comprensivo Val di Vara, l’Istituto Comprensivo Levanto e l’Associazione Insieme. 

 

 

 

 

Economia circolare e didattica digitale: un binomio possibile

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Acam Ambiente ed Eduiren e si inserisce in una strategia più ampia già attiva nei territori in cui opera il Gruppo Iren. L’obiettivo è duplice: da un lato sostenere scuole e comunità locali, dall’altro ridurre la produzione di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

Recuperare e riqualificare computer ancora funzionanti significa infatti evitare lo smaltimento prematuro di dispositivi tecnologici, contribuendo a limitare l’impatto ambientale. Ma non solo: questi strumenti diventano risorse preziose per arricchire i percorsi educativi, migliorare l’accesso alla didattica digitale e ridurre il divario tecnologico tra gli studenti.

L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di economia circolare applicata, in cui il concetto di rifiuto viene ribaltato e trasformato in valore per la collettività.

“C’è un futuro nei RAEE”: educare al riuso

 

La donazione rientra nel progetto “C’è un futuro nei RAEE”, una campagna che punta a sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza della corretta gestione dei rifiuti elettronici. Raccolta, differenziazione e riutilizzo diventano così strumenti chiave non solo per la tutela dell’ambiente, ma anche per generare nuove opportunità sociali.

 

L’iniziativa dimostra come sia possibile coniugare sostenibilità e sviluppo, creando un modello virtuoso in cui tecnologia, educazione e responsabilità ambientale procedono insieme. Un piccolo ma significativo passo verso un futuro in cui anche gli oggetti dismessi possono continuare a produrre valore.

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