Profilo di rischio del business model in arco piano

Gli investimenti previsti a piano non alterano il profilo di rischio del Gruppo confermando una netta prevalenza delle attività regolate o quasi regolate pari a circa il 70% dell’Ebitda.

SCOMPOSIZIONE DELL'EBITDA PER ATTIVITÀ

Analizzando le singole business units:

  • Reti: le attività di gestione delle reti idriche e delle reti energetiche (energia elettrica e gas) sono attività completamente regolate dall’Autorità, pertanto hanno una bassa esposizione al rischio che si limita al cambiamento della regolazione in tema di costi operativi riconosciuti in tariffa e di wacc e della relativa metodologia di calcolo.
  • Ambiente: la riduzione della percentuale di attività regolate o quasi regolate è da ricondursi principalmente allo sviluppo impiantistico in ambito selezione e trattamento rifiuti e dalle recenti operazioni di M&A. Il piano prevede la realizzazione di 9 nuovi impianti di trattamento dei rifiuti urbani nella filiera di carta, plastica, frazione organica, legno e fanghi, il ripotenziamento di un impianto di trattamento beni durevoli e l’ampliamento di una discarica. Lo sviluppo impiantistico consente l’internalizzazione dei margini connessi a tali attività a fronte di una contenuta esposizione al rischio di fluttuazione dei prezzi e dei volumi. Tali investimenti hanno un basso profilo di rischio in quanto coerenti con i macro trend di settore supportati dall’Unione Europea e volti a sopperire alla carenza infrastrutturale che caratterizza il Paese. Lo sviluppo impiantistico consente pertanto di intercettare volumi di rifiuti che beneficiano della stabilità dei flussi di raccolta dei rifiuti urbani e che oggi sono destinati all’estero. La scelta tra le tipologie di impianti è stata effettuata attraverso un'analisi volta ad individuare le migliori catene di valore, ottimizzando il trade-off tra l'estrazione di valore significativo e il limitato rischio delle materie prime.
  • Energia: l’espansione della rete di teleriscaldamento, attraverso la saturazione degli impianti di cogenerazione e dei termovalorizzatori, incrementa la percentuale di attività quasi-regolate della Business Unit Energia nonostante la scadenza di certificati energetici in arco piano. L’obiettivo fissato dal Gruppo per il 2025 è di raggiungere 110 mcm di volumetria teleriscaldata (+16% vs. 2019). Il profilo di rischio della generazione è principalmente relativo alle fluttuazioni dello scenario energetico. L’aggiudicazione delle aste del capacity market per il 2022 e 2023 mitiga, attraverso la regolazione, l’esposizione al rischio dello scenario, assicurando una marginalità stabile rispetto a quella del mercato del giorno prima (MGP) o del mercato del sistema di dispacciamento (MSD), caratterizzati da una maggior esposizione all’andamento delle commodity. Inoltre, la gestione integrata della filiera energetica riduce l’esposizione al rischio dello scenario attraverso una politica di natural hedging tra la produzione di energia e la vendita ai clienti finali.
  • Mercato: la Business Unit Mercato è esposta alle fluttuazioni dei volumi acquistati dai clienti e dei prezzi delle commodity, oltre che dalla competizione delle società concorrenti. In aggiunta alla mitigazione derivante dal natural hedging evidenziato precedentemente, il gruppo mitiga i principali rischi attraverso:

- una politica commerciale che prevede vendite a tasso fisso e il contestuale hedging a copertura di circa il 90% delle vendite attese
- una solida base clienti, principalmente retail, che ha dato prova nel 2020 di stabilità nei consumi
- lo sviluppo di una strategia commerciale orientata al cliente, ricca di prodotti e servizi ad alto valore aggiunto che consentirà di attrarre nuovi clienti e di fidelizzare ulteriormente la customer base.

PIANO DEGLI INVESTIMENTI: RISK PROFILE

Gli investimenti previsti nel piano industriale al 2025 hanno un profilo di rischio inferiore rispetto al piano precedente, in quanto:

  • la nuova linea di ciclo combinato nella centrale di Turbigo ha già ottenuto le autorizzazioni, il progetto è già stato cantierizzato e potrà beneficiare del capacity market;
  • per quanto concerne le reti idriche, energetiche e del teleriscaldamento prevediamo che non vi siano rischi autorizzativi o possibili ritardi di esecuzione;
  • 9 impianti su 11 del settore ambiente hanno già completato tutti gli iter progettuali ed autorizzativi e ne prevediamo l’entrata in funzione entro la fine del 2022. Sono invece ancora in corso gli iter autorizzati dei restanti due impianti (Pallet a Vercelli e Forsu a La Spezia), il cui completamento è atteso a breve;
  • le gare inerenti i servizi ambientali di Parma e Piacenza si sono concluse positivamente per il Gruppo che si è aggiudicato le attività fino al 2036 mentre le gare per la distribuzione gas sono state escluse dal piano industriale in quanto di difficile collocazione temporale.


PIANO INDUSTRIALE: RISK ASSESSMENT

Il Gruppo Iren ha sviluppato e adottato un Modello di Risk Management finalizzato a supportare il management nel processo decisionale. Il modello mira anche a un rafforzamento della consapevolezza, a tutti i livelli, che un’adeguata valutazione e gestione dei rischi sia funzionale al raggiungimento degli obiettivi e alla creazione di valore. La Direzione Risk Management supporta le scelte strategiche nell’ambito del piano industriale, con lo svolgimento di specifiche analisi di rischio.

Il Risk Assessment del piano ha consentito di valutare puntualmente il profilo di rischio dei quattro trend strategici e delle relative linee guida. I principali investimenti previsti in arco piano sono stati analizzati in quanto azioni di mitigazione di specifici rischi di natura operativa o di business, nonché come fonti di rischio in caso di deployment insufficiente rispetto ai target.

Di seguito si riporta la metodologia utilizzata per il Risk Assessment del piano:

Di seguito si riportano le principali evidenze emerse dal Risk Assessment del piano industriale per quanto attiene le classi di rischio rilevanti: